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Occhio al temibile pesce palla maculato ora anche nel Mediterraneo

ROMA – Che l’ampliamento del Canale di Suez potesse alterare il delicato equilibrio dell’ecosistema mediterraneo era, tra i ricercatori, gli ambientalisti e gli scienziati, una cosa risaputa e considerata certa. Ma, come sempre più spesso accade, i motivi economici e politici sovrastano e hanno sempre la meglio su quelli ambientali. Ecco così che le acque del ‘Mare nostrum’ si ritrovano, ora, a fare i conti con specie ‘aliene’ che, anche a causa del riscaldamento delle acque dovuto ai cambiamenti climatici, hanno la meglio sulle specie autoctone alterando, in questo modo e per sempre, l’ecosistema.

È questo il caso dell’intrusione nel Mediterraneo del pericolosissimo pesce palla maculato. Una specie altamente tossica che ha già procurato non pochi problemi, anche economici, a Grecia, Cipro, Turchia, Libano, Israele. Il pesce palla è vietato nelle cucine di tutto il mondo fatta eccezione di quelle giapponesi – dove sono presenti grandi chef specializzati nella sua preparazione senza rischi per la salute – perché altamente tossico anche quando viene cucinato.

L’allarme per l’Italia arriva direttamente dall’ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione ambientale – che invita “tutti i pescatori che catturassero esemplari di Lagocephalus sceleratus (pesce palla maculato) a separare la specie dalle altre, congelarla e ad inviare una segnalazione: si tratta di una pesce altamente tossico che mantiene il suo effetto anche dopo la cottura”. Il pesce palla maculato – di origine tropicale che si riconosce per la pelle senza squame, per le mandibole provviste di due grandi denti molto taglienti e, soprattutto, per i puntini neri sul dorso – è stato pescato lo scorso 5 aprile nelle acque vibonesi, nel Comune di Briatico, in Calabria. Chiunque avvisti o peschi uno di questi esemplari può scrivere direttamente a [email protected]

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