L’arrivo dei Siriani a Roma

L’intervista di Jiosamay Marquez – Liceo Dante Alighieri di Roma

ROMA – La comunità di Sant’Egidio di Roma nel pomeriggio di sabato ha accolto 93 profughi siriani provenienti da Libano. Ne abbiamo parlato con un membro della comunità.

Che cos’è la comunità di Sant’Egidio?

“Oggi è un movimento di laici impegnato nella comunicazione del Vangelo e nella carità a Roma, in Italia e in più di 70 paesi. Esso è articolato in comunità sparse nel mondo, che condividono la stessa spiritualità”

Com’è nata questa comunità?

È nata a Roma nel 1968, per iniziativa di un giovane, Andrea Riccardi, che decise di riunire un gruppo di liceali, come lo era lui, per ascoltare e mettere in pratica il Vangelo. I cui punti di riferimento furono, in particolare, la prima comunità cristiana degli Atti degli Apostoli e Francesco d’Assisi.

Il piccolo gruppo iniziò andando nella periferia romana, tra le baracche dove vivevano molti poveri. Da allora la Comunità è molto cresciuta, e oggi è diffusa in più di 70 paesi di 4 continenti.

Come sono arrivati i siriani a Roma?

“I siriani sono atterrati a Fiumincino dove li stavano aspettando la comunità di Sant’Egidio insieme alla federazione delle chiese evangeliche, di quelle valdesi e metodiste e anche il ministro degli esteri Gentiloni.”

Qual è stata la prima reazione dei profughi?

“Dopo che si è aperta la porta dell’aereo, abbiamo visto il primo profugo che aveva in braccio un bambino che era avvolto in una bandiera delle pace; altri che invece dicevano “grazie”, che salutavano, che sorridevano.

Che cosa ha fatto la comunità di Sant’Egidio quando li ha accolti nella loro struttura?

“La prima cosa che abbiamo fatto è renderli coscienti della cultura italiana e insegnare loro l’italiano che potrà integrarli nella società.. I bambini siriani hanno passato il tempo divertendosi a giocare con gli altri bambini.. Abbiamo tenuto una riunione in una sala, dove i profughi hanno testimoniato le esperienze vissute nel loro paese, dove molti cittadini continuano a sperare che un giorno la guerra possa finire, cosicché non costringa i suoi cittadini ad emigrare verso altri paesi, lontano da questa realtà bellica.”

Che cos’è il progetto Apertura Corridoi Umanitari?

“È un progetto che intende evitare altre morti in mare e a soccorrere persone bisognose in uno stato vulnerabile: come anziani, malati, disabili, famiglie con bambini. Questi, entrati nel paese legalmente con un visto umanitario, potranno presentare la domanda di asilo

di Jiosamay Marquez – Liceo Dante Alighieri di Roma