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‘La Sposa Bambina’, una condanna al matrimonio infantile

ROMA – Arriverà nelle sale il prossimo 12 maggio “La Sposa Bambina – Mi chiamo Nojoom, ho 10 anni e voglio il divorzio”, un dramma tratto da una storia vera portato sul grande schermo da Khadija Al Salami e sostenuto da Amnesty International (http://www.amnesty.it/index.html ).

La pellicola, tratta dall’omonimo libro di Nojoud Ali e Delphine Minoui, è molto realistica e  non si riesce a percepire qual è il confine tra la realtà e la storia cinematografica. Un film emozionante, o meglio, come lo ha definito lo Screen Daily “Un film potente, toccante e provocatorio”. La regista ha presentato al pubblico una finestra sullo Yemen, attraverso la quale si entra in contatto con la dura, a volte cruda, realtà delle tradizioni locali. Da quell’apertura si vede una bambina di dieci anni che ha provato sulla sua pelle la violazione dei suoi diritti a causa dell’ignoranza del padre e della povertà della famiglia.

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‘La sposa bambina’ è un film onesto e a tratti crudo, che mette “nero su pellicola” la realtà dei fatti, il furto della spensieratezza di una bambina che cerca, con un guanto di crine, di togliersi un gesto disumano che le ha strappato l’innocenza. E ancora, le convinzioni di una tribù dello Yemen, che verranno condannate da un giudice. Il “pathos” irrompe sul grande schermo lasciando l’amaro in bocca e con la speranza che le cose possano cambiare grazie al contrasto di queste pratiche “contro-coscienza”. Il film è un inno alla condanna del matrimonio infantile, al coraggio di Nojoom ed un modo per celebrare tutte quelle bambine che muoiono, ogni anno, per emorragia interna a seguito di un rapporto sessuale precoce.

Il film, molto apprezzato all’estero,  ha vinto numerosi premi, tra cui: Best Fiction al Dubai international film festival (DIFF), El Waha d’Or al Festival International du Film arabe a Gabes (Fifag), Premio della giuria all’Arabian Sight Film Festival di Washington D.C e Miglior film del 2016 all’Award London Asian Film Festival.

Sinossi

Nello Yemen, dove non sono previsti limiti di età per poter contrarre matrimonio, una bambina di dieci anni di nome Nojoom è costretta a sposare un uomo di trent’anni. La dote derivante dal matrimonio fornisce alla famiglia della bambina la possibilità di ricevere una piccola entrata economica e l’opportunità di liberarsi di una bocca in più da sfamare. La sposa bambina racconta la storia di una bambina yemenita in cerca di giustizia. Nojoom inizia una solitaria e determinata battaglia contro le pratiche arcaiche seguite dalla sua famiglia e dalla sua tribù, riuscendo a sfuggire al controllo dei suoi genitori e a ottenere il divorzio.

Scheda tecnica: “La Sposa Bambina – Mi chiamo Nojoom, ho 10 anni e voglio il divorzio” (titolo originale: I am Nojoom, age 10 and divorced) regia di Khadija Al Salami; cast: Reham Mohammed (Nojoom < 10 anni>), Rana Mohammed (Nojoom < 5 anni>), Ibrahim Al Ashmori (padre di Nojoom), Naziha Alansi (madre di Nojoom), Husam Alshiabali (Sami, fratello di Nojoom), Adnan Alkhader (giudice), Samaa Alhamdani (avvocato); produzione: Hoopoe Film; montaggio: Alexis Lardilleux; direttore della fotografia: Victor Credi; tecnico del suono: Emmanuel Zouki; durata: 99 minuti.