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Le lacrime di Yani, un altro elefante vittima degli “zoo della morte”

ROMA – Immagini che ghiacciano il sangue nelle vene quelle di Yani, ultimo elefante a perdere la vita in uno degli “zoo della morte” in Indonesia.

yani elefante

L’esemplare di 34 anni, una femmina di elefante di Sumatra, specie minacciata d’estinzione, è rimasta vittima delle pessime condizioni dello Zoo di Bandung sull’isola di Java, ammalandosi gravemente nelle scorse settimane.
Secondo i rapporti, Yani non ha ricevuto alcuna cura dallo zoo, sprovvisto di un veterinario residente da quasi un anno, ed è rimasta accasciata su un fianco per tutto il periodo di degenza, fino al sopraggiungere della morte l’11 maggio.

“Avere un veterinario è obbligatorio [per uno zoo]. Non ne hanno uno da un anno”, ha dichiarato Sylvana Ratna, capo del Java Nature Conservation Agency West (BKSDA).

I veterinari di Taman Safari e dell’Agenzia sanitaria West Java stanno conducendo l’autopsia su Yani per individuare la causa della morte.
Lo zoo resterà chiuso finchè non sarà stato dichiarato l’esito.

Resta da vedere se lo zoo sarà sanzionato per la morte di Yani e altri possibili casi di maltrattamento sugli animali.

Il sindaco di Bandung, Ridwan Kamil, in precedenza aveva criticato il presunto maltrattamento degli animali e le pessime condizioni dello zoo, dopo aver visitato Yani poco prima che l’elefante morisse.
In quell’occasione aveva esortato lo zoo, che ha gravi problmemi finanziari, a cercare un aiuto economico esterno.

“Se non hanno il budget per gestirlo, dovrebbero cercare aiuto”, aveva dichiarato.

Molti degli zoo indonesiani sono in cattive condizioni, con animali rinchiusi in recinti sporchi e angusti.
Il più noto, nella città di Surabaya, è stato soprannominato lo “zoo della morte”.
Un  nome più che azzeccato considerando che centinaia in pochi anni conta già centinaia di animali morti.

Il WWF stima che vi siano tra i 2.400 e i 2.800 elefanti di Sumatra allo stato selvatico, ma la popolazione è in drastico declino a causa del bracconaggio e della perdita del loro habitat nella foresta pluviale.
Per questo la specie è considerata minacciata d’estinzione.