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Rock e solidarietà, pasti gratis ai poveri da Jon Bon Jovi

Jon Bon Jovis Soul KitchenROMA – Le belle, come le brutte, storie possono essere raccontate in tanti modi. Possibile mettere l’accento su un aspetto particolare, abbandonarsi ai soli commenti o ancora sezionarle alla ricerca della ‘porzione’ sensazionalistica. È quello che accaduto nel caso del ristorante aperto a ‘tutti’ del rocker Jon Bon Jovi. Alcuni giornali hanno raccontato che nel ristorante del noto cantante i poveri possono mangiare gratis, altri hanno puntato sul fatto che pur non pagando il conto le persone sono poi ‘costrette’ a lavare i piatti, altri si sono limitati a scrivere che sul menù i prezzi non ci sono perché il ristorante si mantiene con le donazioni.

Tutto vero ma, se si ha la pazienza di raccontarla tutta, la storia è molto più complessa e, alla fine, anche bella.

Jon Bon Jovi e sua moglie Dorothea hanno inaugurato da poco un nuovo ristorante, il ‘Soul Kitchen’, e, il locale, rientra in un progetto molto più grande che prende il nome di “Jon Bon Jovi Soul Foundation”. Al Soul, le persone meno abbienti possono gustare, è proprio il caso di dirlo, le medesime pietanze di tutti gli altri clienti senza doverle pagare. Il saldo del conto lo si può fare lavando i piatti o occupandosi del giardino. Del resto anche i veri e propri clienti non pagano per mangiare da Jon Bon Jovi. “Quando entri da noi – ha detto il cantante – non vedi prezzi sul menu e alla fine della cena basta lasciare una donazione, anche soltanto dieci dollari. Se invece puoi pagare, acquisti una tessera che servirà a coprire i costi della tua cena e quella di un altro che è qui nel ristorante o che ci verrà domani”. L’importante è che tutti “ricevono lo stesso pasto”.

Jon bon jovi 4

Il Soul Kitchen non è comunque un’isola nel deserto. Accanto al ristorante sorge, infatti, una scuola di cucina, una vera e propria “banca del cibo” che serve i pasti ai senzatetto, un doposcuola per bambini a rischio e, infine, un centro di consulenza per aiutare i cittadini ad espletare pratiche o a districarsi tra le maglie della burocrazia. Un’idea meritevole che lo stesso Jovi minimizza affermando “non serve uno scienziato per questo, ci sono tante cause e tanta gente piena di entusiasmo che ci si dedica. Ad ispirarci sono le tante persone che sono venute da noi per cercare aiuto”. La Fondazione nel suo complesso oltre a combattere la fame ha costruito anche 500 abitazioni messe sul mercato a basso prezzo e 10 rifugi per migliaia di poveri e senza tetto. Nell’altro ristorante del cantante, il Red Bank, che ha esattamente le stesse finalità del Soul, sono stati già serviti oltre 50mila pasti.