Alberghiero Pellegrino-Artusi di Roma ha ‘Ali per volare’

Giornata ‘porte aperte’ con iniziative dal sociale alla legalità

Pellegrino-Artusi (1)Roma – Il giornale scolastico ‘Quelli dell’ArtrUsi – Non solo alberghiero’ si chiama cosi’ non a caso. Nell’istituto alberghiero Pellegrino-Artusi di Roma, infatti, (4 sedi nella Capitale e 1.700 studenti) l’aspetto legato alla cucina e’, si’ centrale, ma e’ anche uno dei tanti. E i ragazzi, i docenti e tutto il personale scolastico lo hanno sottolineato oggi in occasione dell’iniziativa ‘Ali per volare’, giornata dedicata ai tanti progetti dell’istituto che per l’occasione ha aperto le porte della sua sede centrale, sull’Appia nuova, a cittadini e residenti del municipio. Un struttura su due piani, piu’ il seminterrato. Nei primi due, le aule che per la giornata dedicata si sono trasformati in laboratori per le tante iniziative portate avanti nei mesi e negli anni dagli studenti. Iniziative che spaziano dall’enogastronomia, al sociale, dalla cultura, alla memoria, fino ad arrivare al cinema. E ancora, progetti sulle donne, con le donne e per le donne: cicli di incontri all’interno della scuola dove si parla di femminicidio e violenza, che in molte sono ancora costrette a subire. Protagoniste, studentesse e professoresse che, con chiunque voglia partecipare, si confrontano sui problemi di ieri, di oggi.

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“Si pensa che la violenza di genere sia un problema legato al passato- ha commentato una delle ragazze fautrici del progetto- non e’ cosi’. Con questi incontri – partiti non a caso, l’8 marzo – vogliamo tenere alta l’attenzione sul problema e vogliamo invitare ogni donna ad aprirsi e a parlare”. Ospite illustre di uno dei prossimi appuntamenti, la scrittrice e poetessa, Dacia Maraini. I progetti sono tanti, e i temi affrontati anche di piu’. Cyberbullismo, sicurezza stradale, mafie e viaggi della Memoria (tra cui Auschwitz e Foibe). Per quel che riguarda la sicurezza stradale i ragazzi hanno prodotto, girato e interpretato un video il cui protagonista e’ Lorenzo, un ragazzo vittima di un incidente nel 2011. Se lo ricorda bene quel giorno Lorenzo. Fu investito sulle strisce pedonali da un pirata della strada di cui mai si conoscera’ l’identita’. L’auto che lo investi’ scappo’, lasciandolo a terra. Il ragazzo rimase in coma per molti mesi e i segni dell’incidente non lo abbandoneranno mai piu’ e lui non tornera’ piu’ quello di una volta. Ma lentamente e’ stato sempre meglio e – nonostante il parere negativo di qualcuno – e’ tornato a scuola e quest’anno fara’ l’esame di maturita’. “Sono forte, coraggioso e ce la faro’ anche questa volta”, dice orgoglioso. E orgogliosi di lui sono anche i compagni e gli insegnanti che in lui vedono una forza di volonta’ invidiabile ai piu’.

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Tra gli altri progetti c’e’ spazio anche per la legalita’. Anche in questo caso, produzioni multimediali, video, slide e cucina, con cui i ragazzi hanno preso parte alla Nave per la Legalita’ a Palermo, alla giornata contro le mafie del 21 marzo a Roma alla Casa del Jazz, alla notte bianca della Legalita’ e a molte altre iniziative contro le mafie. Lasciando le aule si scende al piano inferiore: il regno delle cucine. Tre in tutto, due tradizionali, una per i dolci. Piu’ una sala che come per magia da un corridoio scolastico proietta il visitatore all’interno di un ristorante stellato, solo varcando una porta: tavole apparecchiate e buffet per ogni gusto in un fermento creato dai ragazzi che sembra non conoscere sosta. Tra gli orgogli dell’Artusi anche quello legato alla collaborazione con la Croce Rossa. Piu’ volte nel corso dell’anno scolastico, l’autoemoteca fa tappa all’interno dell’istituto e la risposta dei ragazzi e’ imponente tanto da conferire alla scuola il primato a Roma per il numero di donatori di sangue. “Con la giornata di oggi abbiamo risposto molto volentieri all’appello del Municipio- ha sottolineato la preside, Antonietta De Angelis- perche’ e’ bene far conoscere alla cittadinanza tutto cio’ che questo istituto rappresenta, non solo per i ragazzi che lo frequentano ma per tutto il territorio. Abbiamo portato studenti all’estero che sono stati in grado di esportare buone pratiche e ‘insegnare’ quanto di buono hanno fatto in questi anni, oltre che ad apprendere. Abbiamo sfidato i pregiudizi che di tanto in tanto circondano questo tipo di istituto superiore, spiegando che qui si insegna ai ragazzi un mestiere, ma non solo. Nel nostro piano didattico ci sono ogni tipo di disciplina, dalle materie umanistiche, a quelle scientifiche, fino alle lingue. Ma soprattutto li formiamo come cittadini, e tutti questi progetti ne sono solo una delle tante dimostrazioni”.