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 Makkox: io, la satira e Gazebo. Così è nato tutto

ROMA – Gli inizi grazie a zia Mariella, i muri della scuola trasformati in  ‘fogli’ giganti su cui disegnare storie. E ancora il rapporto con la  telecamera, l’inizio della sua collaborazione con Gazebo e il suo  rapporto, dal punto di vista artistico, con i personaggi della politica italiana. Il fumettista e blogger Marco Dambrosio, in arte Makkox, si  racconta così a diregiovani.it.


IO, MIA ZIA E LE MACCHINETTE DA CAFFÈ…

Una zia con il ”fiuto” per il talento, le macchinette del caffè da riprodurre, i muri dei bagni della scuola trasformati in ”fogli” su cui disegnare.
E il talento che prende corpo, si affina e fino a regalare emozioni grazie alla penna di quel “genio di Makkox”. Il portale diregiovani.it ha incontrato Marco Dambrosio, meglio conosciuto come Makkox, che con la sua creatività, o come direbbe Diego ”Zoro” Bianchi, con il “genio” in pochi minuti e riesce a dar vita a storie, emozionanti come pure ironiche, ma sempre garbate, in ogni puntata di Gazebo, trasmissione di attualità di Raitre. “Io disegnavo sempre- racconta Makkox- Avevo una zia che insegnava alle Belle Arti. E se ne e” accorta”.

“Come ha fatto? Ero l”unico nipote…- ricorda- Si chiamava Mariella. E un giorno mi ha messo a disegnare seriamente, mi disse ‘prima che tu ti scassi da solo, che tu apprenda metodo naif e dopo ti tocca affrontare la scuola che cancella tutto quello che di sbagliato hai acquisito fino qui e ti ristruttura, ti ristrutturo io adesso che hai sei anni…'”.
Così zia Mariella “mi metteva a disegnare caffettiere, a individuare i volumi negli oggetti. Dovevo disegnare le cose vere che vedevo”. Così “mi ha ‘scassato’ le mani, era come fare lezioni di piano- continua- In quel momento tutto quello che acquisisci diventa tuo”.

Dagli insegnamenti della zia…ai muri della scuola: “Ricordo a inizio anno quelli appena intonacati, del tutto bianchi. Per me erano un foglio, disegnavo avventure dei professori del liceo, degli amici miei”.
Zia Mariella, quindi, aveva visto giusto… “Quando incontri un bravo maestro, lui capisce quello che è talento. Il disegno veniva visto come un hobby, poi si pensava ‘diventi avvocato o dottore’. Fortunatamente zia…”.
Ma Makkox non è solo fumetto, non è solo disegno: “Sogno un film, sogno di scrivere un film. Che tipo di film? Un film di genere, mi piace il cinema di genere: quindi un giallo, un film di fantascienza, un thriller. Non potrei mai fare un film come Ken Loach”.


IO E GAZEBO, QUANDO MI CHIAMÒ DIEGO ”ZORO”…

“Ho iniziato in modo un po’ incosciente”. E oggi è una delle colonne di Gazebo, il programma di Raitre di Diego ”Zoro” Bianchi. Per Marco Dambrosio, meglio conosciuto come il fumettista e blogger ”Makkox”, quella che si è appena conclusa è la quarta stagione. Evidentemente preceduto dalla sua fama di artista sul web (“Quello che disegnavo lo caricavo poi in internet”), un giorno riceve una telefonata, e… “Conoscevo di fama Diego, l’avevo anche incontrato. Un giorno mi chiama proprio lui e mi dice ”ti va di fare una cosa”… E mi hanno così invitato in un bar qui in zona (nei pressi del teatro delle Vittorie, dove c”e” la redazione del programma, ndr)”.

Da allora sono passate quattro stagioni televisive di Gazebo: “Ho iniziato in un modo un po’ incosciente, non sapevo nulla, Diego aveva più esperienza. Il mio rapporto con la telecamera? In altri sistemi espressivi sono impacciato, metto in fila i pensieri se scrivo e disegno”.

Ma alla telecamera, confessa, “non ci penso tanto, non so bene neanche come appaio…”.

Lo scorso 19 maggio, in occasione della morte di Marco Pannella, in una puntata di Gazebo Makkox ha emozionato con una sua ”creazione” realizzata con Marco Damilano, vicedirettore dell”Espresso, ospite fisso del programma, dedicata ovviamente all’ex leader radicale. “Lavorare con Marco e” inevitabile, me lo cerco, il più possibile. Marco è molto spiritoso, divertente, tira fuori cose che nessuno sa. Ha un archivio storico…”. Lui aggiunge quella parte ironica: “Io li condisco umoristicamente- conferma- Devo avere un discorso in mente, ma a volte improvviso, anche se quando lo faccio vedo gli occhi di Andrea Salerno: per lui deve essere tutto abbastanza aderente, ma io se qualcosa la preparo, comunque improvviso. Disegno quello che mi viene sul momento: sono quattro anni, è iniziato così e non lo cambierei mai”.


A PROPOSITO DI SATIRA: BERLUSCONI E’ UNA MONTAGNA, ALFANO UN ALIENO, CON RENZI C’E’ MENO EMPATIA…

“La tv e la radio accese, arrivavano solo botte di politica, diventato ormai lo sport più diffuso. Tante cazzate e l’unica possibilità per me per risolvere questo nervosismo era diventato fare una vignetta. Che poi mettevo sul web”. Una reazione emotiva, quasi di difesa, quella di Makkox, che così riassume la nascita del suo rapporto con la satira. Una vignetta per reagire a quanto arrivava dai mezzi di comunicazione: “Ma io non sono mai stato molto cattivo- Attraverso uno spunto dato dall’attualità politica ci aggiungo altri sentimenti. A volte può essere umorismo più che satira”.

Ancora colpito dall’attentato a Charlie Hebdo del 7 gennaio del 2015 (“Non ricordo dov’ero quel giorno, ma per disciplina scelsi di non disegnare nulla”), Makkox ha molto rispetto della satira: “La satira è militante, non deve aver dubbi. Vengo là e ti ‘meno’ perché tu sei cattivo. Non riesco a vederti totalmente estraneo a me. Io ‘attacco’ più il pensiero e non i personaggi”.      Forse a sorpresa, forse no, per il fumettista del programma di Raitre di Diego ‘Zoro’ Bianchi “mi diverte di più disegnare Berlusconi. È una montagna, lui è la storia di questo paese. Mi ricorda anche un mio zio… A me diverte, gli riconosco tanti vizietti. Magari è completamente diverso, però è tanto italiano”.

Passando agli altri leader politici, “per Renzi ho meno empatia. Alfano? È un alieno- sorride- Lo guardo e resto così… Lo vorrei accanto a me a fare i ‘tutorial’. Magari nella sua testa certi ragionamenti funzionano…E’ affascinante”. E Bersani? “Non l’ho mai preso in giro tanto, mi ha sempre fatto simpatia, tenerezza, non ho trovato grossi motivi di dargli addosso anche se a volte l’ho fatto. Lui mi dà il pensiero di uno che non ha capito i tempi. Ma ha sempre cercato di adeguarsi, dal punto di vista comunicativo”.     Infine il M5s: “Grillo? Non è un politico, ti fa ridere e basta. Poi politicamente siamo distanti”. A Gianroberto Casaleggio lo lega un momento emozionante. Nel 2014, mentre l’ex leader del Movimento era ricoverato, Makkox attraverso le sue vignette gli augurò pronta guarigione. Casaleggio ringraziò con poche e significative parole: ‘Grazie agli amici di Gazebo e al grandissimo Makkox per gli auguri’. “Fu fico. Quando faccio una vignetta confido nell’intelligenza dell’altro. Se ti disegno è un omaggio. Se mi stai sul c…o non ti disegno. Se ti prendo in giro è un omaggio. Sono stato bravo io a far passare il messaggio e lui lo ha colto”.