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The Warriors, la pellicola cult diventa serie Tv

i guerrieri della notteROMA – Un romanzo, un film divenuto un vero e proprio cult e, domani, una serie Tv. È questa la parabola (non per forza discendente) di “I guerrieri della notte” che, grazie ai fratelli Joe e Anthony Russo e all’accoppiata Paramount Hulu torneranno a nuova vita. I fratelli Russo, già noti per “Captain America: The Winter Soldier” e “Captain America: Civil War” e prossimamente per “Avengers: Infinity War”, dirigeranno episodi della durata di un’ora basati sulla pellicola del 1979.

I guerrieri della notte – il libro

La firma in calce al romanzo ‘I guerrieri della notte’ è di Sol Yurick (in Italia il libro fu edito dalla Fanucci) ma, la vicenda narrata non si deve considerare originale. Yurick, infatti, fu ispirato dall’Anabasi di Senofonte. Questa è un’opera autobiografica dello storico ateniese Senofonte che, si legge su Wikipedia, “avendo partecipato da mercenario ad una guerra civile persiana, narra della ritirata dei Diecimila mercenari ellenici attraverso l’impero persiano, dopo che Ciro il Giovane (da qui il nome Cyrus, il potente e rispettato leader dei Riffs), pretendente al trono imperiale e loro capo e reclutatore, era stato sconfitto nella battaglia di Cunassa”. La ritirata de I Warriors del film tra i mille pericoli della città di New York prende spunto proprio da qui.

Quando un film diventa un cult

E’ Walter Hill a firmare quella che diventerà una pellicola di culto. Era il 1979 quando “I guerrieri della notte” fecero la loro comparsa. La New York di quei tempi venne dipinta come un moderno far west dove i quartieri erano territorio esclusivo delle bande. Con un palcoscenico di questo genere una sola scena fu ricostruita negli Studi Astoria di Long Island a Queens: la scena del bagno degli uomini in cui i guerrieri si scontrano contro i Punks. La sequenza richiese 5 giorni di riprese e 11 ore di lavoro giornaliere. A causa di una banda di strada realmente esistente a Coney Island, The Homicides, i produttori si assicurarono – per l’incolumità del cast – che nessuno girasse con i loro abiti identificativi della band. Costumi molto simili ai loro furono disegnati dai costumisti del film.

New York tra finzione e realtà

I graffiti che furono realizzati per identificare i diversi territori delle gang furono realizzati da un gruppo di graffitari assunti appositamente. Gli artisti non furono mai pagati ma a tutti fu concesso di partecipare al film in qualità di comparse.

warriors 3Le gang, tra look improbabili e armi letali

I Boppers padroni di Harlem, signori dei locali notturni e delle prostitute. Hi-Hats la gang di Soho con la faccia pitturata di bianco, magliette rosse con righe nere, pantaloni e bretelle nere e cappelli a cilindro neri. I Savage Huns di Chinatown esperti di arti marziali. I Moonrunners del Bronx esperti graffitari. I Saracens gang di Bensonhurst, nemici giurati della gang che sta nello stesso territorio, i Jones Street Boys. I Satans Mothers gang di “Sheepshead Bay” a Brooklyn. Jones Street Boys gruppo di Bensonhurst, nemici dei Saracens. A differenza delle altre gang, appartengono ad un ceto sociale benestante. E ancora i Van Cortlandt Rangers, i Boyle Avenue Runners, i Gladiators, i Panzers.

The Warriors anche su console

E’ la Rockstar Games ad aver realizzato il videogioco ispirato al film e che porta il medesimo titolo, The Warriors appunto. La trama precede di tre mesi il grande raduno di NY per poi allinearsi con gli eventi del film culminando con l’arrivo dei Riffs.