Gli ambasciatori eTwinning raccontano la scuola del futuro

In occasione dell’incontro annuale che eTwinning ha organizzato per riunire la rete nazionale degli ambasciatori e dei referenti regionali della piattaforma, diregiovani ha realizzato una serie di interviste ad ambasciatori, ricercatori di Indire e tutor dell’unità nazionale della piattaforma per i gemellaggi elettronici. L’incontro, tenutosi il 9 settembre presso l’ITI Leonardo Da Vinci a Firenze, è stato un’occasione per fare il punto sui dati di crescita della community in Italia, descrivere le principali novità e gli sviluppi della piattaforma sia a livello nazionale sia a livello europeo, ma anche per affrontare le tematiche legate al Piano Nazionale Scuola Digitale, la certificazione delle competenze di docenti e alunni, le Indicazioni Nazionali per il Curricolo e la Flipped Classroom.

Chi sono gli ambasciatori e cosa fanno?

 

Tante sono le cose che fa un ambasciatore: supporta i nuovi docenti, forma si forma e ultimamente stiamo facendo tantissima RicercAzione, ci sono lavori sulla documentazione, sulla disseminazione, sulle competenze, la figura dell’ambasciatore cresce lavorando.” Con queste parole Marina Screpanti, ambasciatrice eTwinning Abruzzo, racconta chi sono gli ambasciatori Etwinning e che ruolo hanno. Gli ambasciatori possono essere docenti oppure dirigenti scolastici, proprio come Alessandro Giorni, ambasciatore eTwinning per la Toscana: “Sono diventato dirigente scolastico perchè ho vinto il concorso per dirigenti scolastici per la Toscana nel 2012, ho dato la mia disponibilità per rimanere ambasciatore eTwinning e mi è stato detto di rimanere perchè effettivamente c’è bisogno di sensibilizzare l’ambito scuola anche dal punto di vista di chi la dirige”. Maria Luigia Bizzarri, referente eTwinning delle Marche, sottolinea come “attraverso la sua esperienza” un ambasciatore “cerca di accompagnare e stimolare i nuovi docenti ed è un confronto molto attivo perchè ognuno è portatore della propria esperienza e magari ha solo il bisogno di confrontarsi per prendere il via verso progetti che di solito hanno un buon fine e quindi tutta la comunità si arricchisce”. L’attestato della formazione europea certifica come gli insegnanti etwinning siano non solo docenti formati, ma anche formatori per i nuovi docenti che entrano nella piattaforma per i gemellaggi elettronici” aggiunge Mariella Nica, ambasciatrice eTwinning della Campania; mentre Silvana Rampone, ambasciatrice eTwinning per il Piemonte,  racconta quali siano le principali difficoltà incontrate dai nuovi ingressi in eTwinning: “La difficoltà più grande è quella di trovare un partner per i propri progetti, ma qui il consiglio può essere solo quello di pazientare senza perdersi d’animo. Un’altra difficoltà incontrata riguarda la mancata collaborazione dei colleghi, abbiamo riscontrato una certa difficoltà nel coinvolgere il team di docenti e i dirigenti scolastici. Terzo, non meno importante, sono le competenze tecnologiche, ma qui abbiamo anche altri piani che possono supportare: dal piano nazionale scuola digitale insieme ad eTwinning possono veramente contribuire a fornire ai docenti le competenze per collaborare con la piattaforma. Anche se dobbiamo convincere i docenti che non devono fare cose stratosferiche, si inizia a piccoli passi.”

 

Come funziona la formazione regionale e quali sviluppi professionali può avere?

 

Con eTwinning è cambiato totalmente il mio rapporto con i ragazzi, questi erano ragazzi tradizionalmente considerati difficili, provenienti da contesti sociali ed economici estremamente disagiati, nel momento in cui ho scoperto eTwinning si sono sentiti dei privilegiati, si sono sentiti un gruppo di ragazzi che appartiene ad un progetto europeo più grande.” Così Carla Melandri, giovane ambasciatrice eTwinning dell’Emilia Romagna, racconta la sua esperienza. Come lei sono molti gli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado, docenti di tutte le discipline, che aderiscono al programma Etwinning insieme ai dirigenti scolastici e  anche personale Ata. Per diffondere capillarmente la piattaforma, l’unità nazionale eTwinning organizza – tra le diverse attività- dei seminari di formazione in collaborazione con gli uffici scolastici regionali. Gli eventi organizzati possono essere di vario tipo: dai seminari in presenza che prevedono laboratori divisi per ordini scolastici diversi ai webinar, passando per i seminari non in presenza, fino ai seminari organizzati per gli animatori digitali e a quelli per gli eTwinner, ovvero i docenti più esperti in cerca di nuove idee per i loro progetti. Per Mariella Nica, ambasciatrice eTwinning della Campania, il punto di forza della piattaforma per i gemellaggi elettronici è rappresentato dalle nuove modalità di insegnamento come: la flipped classroom e la narratologia:,“Se non ci fosse stato eTwinning probabilmente non avrei potuto conoscere come applicare la flipped classroom e come raccontarsi ai propri studenti.” Giacomo Bianchi, dell’unità nazionale eTwinning, sottolinea invece come sul sito della piattaforma si possa “trovare una pagina dedicata alla formazione online e alla formazione in presenza”. Rispetto a quest’ultima Bianchi sottolinea la presenza di  “una mappa di tutta Italia dove sono indicati dove si svolgeranno i prossimi seminari in presenza eTwinning” che nascono con obiettivo di portare l’esperienza degli ambasciatori “a tutti quei nuovi docenti che entrano a far parte del mondo eTwinning”.

Erasmus+ insieme a eTwinning

 

Questa giornata si è aperta con le relazioni dei nostri ricercatori di Indire che hanno trattato dei temi caldi anche a livello nazionale che sono quelle dei metodi dei docenti, della flipped classroom e di documentazione multimediale che si rapporta bene anche al bilancio e competenze come mezzo per fornire evidence delle acquisizioni o del miglioramento che un docente può fare.” Così Donatella Nucci, coordinatrice unità nazionale eTwinning, racconta l’incontro tenutosi a Firenze alla quale hanno preso parte gli ambasciatori e i referenti regionali Etwinning. Etwinning è una realtà importante di Erasmus+ una grande community europea di insegnanti, un’opportunità di incontro, di scambio, di progettazione che poi può fiorire dentro un progetto di Erasmus+, ma che comunque rimane un’esperienza europea di condivisione fra insegnanti scuole e ragazzi” – spiega Chiara Pagliai, coordinatrice Erasmus + Indire – “Etwinning è una storia di successo, al moneto sono più di 40mila docenti iscritti alla piattaforma con un incremento mese dopo mese esponenziale, questa contaminazione di esperienze con altri paesi europei è veramente un valore aggiunto che poi viene portato dentro le scuole, dentro l’insegnamento, dentro un nuovo modo di apprendere per i ragazzi”.

Come si sviluppano le competenze e quali sono le nuove modalità di insegnamento?

 

 

“La flipped classroom è una pratica didattica per cui un docente registra una videolezione dandola in anticipo ai suoi studenti così poi, quando si trovano in classe i ragazzi, si possono esercitare sui contenuti della lezione. La grande differenza è che il ragazzo non è più da solo nel momento in cui deve studiare e se non ha capito qualcosa ha con sé il suo docente che lo può aiutare, lo può indirizzare e gli può dare dei consigli. Non solo ci sono anche i compagni per cui la flipped innesca un meccanismo di peer tutoring, di aiuto reciproco fra i compagni” Queste le parole di Ilaria Bucciarelli, ricercatrice Indire, a margine dell’annuale incontro di coordinamento degli ambasciatori eTwinning.

Maria Chiara Pettenati, dirigente di ricerca area formazione Indire, intervistata dalla Dire, illustra i risultati della ricerca condotta: “Nella giornata di oggi abbiamo raccontato alcuni passaggi dell’esperienza in corso in collaborazione di ricerca fra l’unità italiana di eTwinning e i ricercatori di Indire. In particolare da una ricerca diretta dall’area formazione che dirigo. Questa ricerca ha l’obiettivo si studiare metodi e tecniche per caratterizzare lo sviluppo professionale dei docenti. Metodi che valorizzano le competenze che i docenti acquistano sul campo in molteplici contesti. eTwinning è uno dei primi casi applicativi in cui siamo molto contenti di studiare le ricadute di questa ricerca e di approfondire questa ricerca. Questa mattina – conclude la ricercatrice – ho presentato alcuni passaggi che ci hanno portato a elaborare un primo bilancio di competenze che sia applica alle caratteristiche delle competenze che i docenti eTwinning sviluppano attraverso l’esperienza.”