Il punto sulla serie A: Higuain trascina la Juve, male il Napoli

pallone da calcioROMA – Già pare di sentirli. Nei bar, negli uffici, ovunque si mastichi calcio, si respiri campionato. Milioni di italiani, milioni di tifosi, milioni di allenatori, tutti a sviscerare la domanda: la Juventus è Higuain-dipendente? Francamente parlando, ci sottraiamo volentieri alla disputa, anche e soprattutto perché risponderemmo, forse in maniera impopolare, che no, la Juventus capolista in Italia e che impazza in Europa non lega i suoi destini, nonostante le due gemme del Pipita ieri ad Empoli, alle magie o alle nostalgie del suo nuovo centravanti. Casomai, dei gol dell’argentino, ne fa sfoggio, se ne arricchisce, come una signora d’alto bordo fa con i suoi gioielli: uno in più non guasta mai.

Gli da ascolto, questo si: aveva chiesto Dybala più vicino a sè, lì in avanti; una doppietta e un gol del giovane argentino sono la migliore controprova che anche con la tattica, Gonzalo-gol male non è messo. Champions? Scudetto? Double? La sensazione che si ha, guardando questa Juventus, è che Allegri e company queste discussioni le lascino agli altri: sono troppo occupati a vincere. Se non è prova di forza questa, un’altra trovatela voi.

Rodaggi infiniti

Primo boccone amaro: la doppietta di Higuain. Seconda batosta: il goal, dopo nove minuti, dell’atalantino Petagna (giocatore col futuro raggiante dopo tanta gavetta vera in B) che alla fine significa prima sconfitta stagionale. La domenica del tifoso napoletano tutta è stata tranne che esaltante.

Sarri, che si definisce “da sempre un tifoso degli azzurri”, non fa differenza. Esce scurissimo in volto dall’ “Atleti Azzurri d’Italia”, con l’espressione di chi ha ben chiaro che il rodaggio, per la sua squadra, non è ancora finito. Chi, invece, dichiara terminato il proprio, di rodaggio, è Gian Piero Gasperini, dato per esonerato due settimane fa , e ora alla seconda vittoria consecutiva, e che vittoria. A Bergamo hanno avuto pazienza e i conti cominciano a tornare.

Gruppone all’inseguimento

Pazienza che non hanno avuti i Pozzo ad Udine: è di Beppe Iachini il poco invidiabile titolo di primo esonerato della stagione. Ultima goccia, per i fumantini dirigenti friulani, la sconfitta di sabato sera contro la Lazio, che ha passeggiato in scioltezza su di una Udinese apparsa troppo dimessa. Forse, però, contro la Lazio vista alla Dacia Arena, poco c’era da fare. Inzaghi si toglie un’enorme soddisfazione; la sua squadra, priva di ben sette titolari, gioca una gara perfetta e col duo Immobile-Keita, sbaraglia i bianconeri prendendosi i tre punti e la terza piazza, seppur in condominio. Oltre ai biancocelesti, il gruppone delle inseguitrici del Napoli, che insegue la Juventus, che fugge da tutte, è ben nutrito e contempla nell’ordine: il Chievo, che sbanca Pescara (0-2) e inguaia Oddo; la Roma di Dzeko e Spalletti, che batte l’Inter (2-1) allontanandola dalle zone di vertice, il Milan “green”, alla terza vittoria consecutiva, ottenuta in rimonta e al cospetto di un Sassuolo sciupone e infuriato con l’arbitro per la concessione del rigore del 2-3 che ha riaperto l’incontro. Insomma, la sosta per il doppio impegno della Nazionale (6 e 9 Ottobre contro Spagna e Macedonia) proprio non ci voleva: la musica cominciava a piacere e si iniziava a ballare…

Il resto della giornata…

C’è un Toro da copertina: in due settimane, ridicolizza la Roma e impallina la Fiorentina (2-1); questo è Mihajlovic, tutto cuore, sudore e dedizione. E anche un bel calcio, che se si lascia libero da ingerenze e pressioni (come non succedeva al Milan), i risultati li porta, eccome. Ancora nel segno di Simeone jr la vittoria, a Bologna, del Genoa. “Non chiamatemi Cholito”, ha chiesto il giovanotto: “bomber” può andar bene. Samp e Palermo si dividono (1-1) punti e paure, mentre il Cagliari batte il Crotone (2-1): terza vittoria tra le mura amiche in altrettante gare. Sarà fuori stagione, ma da queste parti Ventura un giretto dovrebbe farselo. Hai visto mai…