Qualificazioni mondiali: pareggio di rigore per Ventura. Ora serve vincere in Macedonia

derossi_rigoreROMA – Punto perso? Punto guadagnato? Va premiata di più la reazione dopo lo svantaggio o c’è da biasimare Ventura &Co. per l’approccio timido contro le Furie Rosse? Italia-Spagna, è tutta qui. Tipico match che sfugge ad una definitiva catalogazione. L’importante, però, è non aver perso; quello si, che sarebbe stato un vero disastro, perché il posto diretto per Russia 2018, è solo uno, il primo e non perdere terreno con la vetta (l’Italia, ad oggi, è seconda) è un must.

Seconda uscita ufficiale per Ventura

Alla seconda uscita ufficiale da tecnico azzurro, Giampiero Ventura, nello stadio dei “nemici” juventini, per lui ex tecnico torinista, strappa un punto alla Roja, scesa a Torino col solito senso estetico del palleggio. Formazione timida, si è detto, quella scelta dall’allenatore genovese; e si può concordare, che sì, un eccessivo timore reverenziale, le partite le complica, non le risolve. Tenere fuori Immobile e Belotti, sugli scudi nei club di appartenenza, preferendo loro Pellè ed Eder, ovvero il centravanti dello Shandong Luneng (!) e un panchinaro illustre della disastrata Inter, a molti non è sembrato un vero e proprio guanto di sfida da lanciare sul volto degli iberici. In difesa mancando Chiellini, niente BBC: c’è Romagnoli, al posto del centrale bianconero, ma Barzagli e Bonucci timbrano il cartellino. Mediana con Parolo, Montolivo ( al 30’ già out per infortunio…) e De Rossi, con Florenzi e De Sciglio sulle ali. Dell’attacco s’è già detto, soprattutto della bontà dei cambi che ne hanno cambiato il volto. Primo tempo da dimenticare, soprattutto per gli azzurri, costantemente schiacciati dalle ripartenze spagnole, che solo per un dettaglio non diventano goal del vantaggio. La gara si sblocca al 10’ del secondo tempo, quando un lancio profondo dalle retrovie spagnole, si trasforma nella polpetta avvelenata per Buffon: da cineteca il liscio del capitano azzurro; Vitolo non crede a tanta grazia e da due passi, comodo, insacca. L’Italia non ci sta: fuori Pellè (che non saluta Ventura, altra brutta figura), dentro Immobile; dieci più tardi, in campo anche Belotti. Con i due ex allievi di Ventura sul terreno, la manovra azzurra diventa forcing, che sfocia nel goal del pareggio, al 37’, siglato da De Rossi su rigore, concesso per atterramento di Eder. Punto perso? Punto guadagnato? Mah…Fra tre giorni in Macedonia, di dubbi come questi neanche l’ombra.

ITALIA-SPAGNA 1-1 (primo tempo 0-0)
MARCATORI: Vitolo (S) al 10’, rig. De Rossi (I) al 37’ s.t.
ITALIA (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Romagnoli; Florenzi, Montolivo (dal 30’ p.t. Bonaventura), De Rossi, Parolo (dal 31’ s.t. Belotti), De Sciglio; Pellé (dal 15’ s.t. Immobile), Eder. (Donnarumma, Perin, Astori, Ogbonna, Darmian, Criscito, Candreva, Verratti, Bernardeschi). All.: Ventura.
SPAGNA (4-3-3): De Gea; Carvajal, Piqué, Ramos, Alba (dal 22’ p.t. Nacho); Koke, Busquets, Iniesta; Vitolo (dal 39’ s.t. Thiago Alcantara), Costa (dal 22’ s.t. Morata), Silva. (Reina, Rico, Roberto, Martinez, Herrera, Vazquez, Isco, Nolito, Callejon). All.: Lopetegui.
ARBITRO: Brych (Ger).
NOTE – Spettatori 38.470, incasso 997.760 euro. Ammoniti Busquets, Parolo, Bonaventura, Piqué, Bonucci e Costa per gioco scorretto, Vitolo per c.n.r., Ramos per proteste. Recupero: 2’ p.t., 3’ s.t..