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Gianluca Vacchi attacca Crozza a proposito di “figantropia”

ROMA – Parliamo di parodie con Gianluca Vacchi.
Il re dei social ha pubblicato un video su Facebook per spiegare il suo disappunto su Maurizio Crozza, che lo ha tirato in ballo nella prima puntata di “Crozza nel Paese delle Meraviglie”.
Nel corso della trasmissione, il comico genovese ha espresso il suo giudizio sul Vacchi nazionale, sostenendo che non faccia filantropia ma “figantropia”.

gianluca-vacchi-contro-crozzaGianluca Vacchi contro Crozza: “aspirante figantropico”

“Quindi io non sono filantropico ma figantropico”.

“Non posso negarlo, lo sono stato, però sempre in coerenza, ma l’ho fatto nei momenti in cui potevo farlo perché non ero sposato”.

E qui scatta la “frecciata” a Crozza.

“Io conosco della gente sposata ma ‘aspirante figantropica’ che cade in tradimenti che una volta scoperti li mettono un po’ nel ridicolo finendo a fare la satira di sé stessi… in questo Crozza ne sa qualcosa”.

“Sembra quasi che l’unico fine della ricchezza sia la filantropia”.

“Il che mi trova pienamente d’accordo ma non mi sembra il caso di fare del moralismo da chi è noto non abbia fatto una vita francescana”.

“Io non mi metto a parlare di che tipo di filantropia fa Crozza, perché l’unica esperienza che ho avuto con lui è stata quando l’abbiamo ingaggiato alla IMA per intrattenere i nostri ospiti, il lauto compenso ricevuto non c’è stato detto di bonificarlo ad un conto corrente di una Onlus o di un’associazione di beneficenza”.

“Parlare della filantropia altrui è quindi una cosa inutile”.

 

L’eredità di Vacchi

“Per quanto riguarda il fatto di aver ereditato gli interessi di famiglia fondati da mi padre, l’informazione è sbagliata. La IMA è stata fondata da un progettista ed un commerciale in un garage e finanziata da mio nonno e da suo fratello in virtù della loro passione per la meccanica”.

“Io all’età di 25 anni credendo al futuro dell’azienda sono riuscito ad acquistare delle azioni che oggi sono circa l’80 per cento di quello che possiedo, perché ho trovato un banchiere che ha creduto che io avessi una visione strategica da tenere in considerazione”.

“Io quello che ho della IMA me lo sono sudato, ho lavorato 3 anni in azienda, ma poi ho capito che non era il caso perchhé la mia propensione non era quella di fare il manager e ho lasciato tutto nelle mani di mio cugino, dedicandomi a fare l’azionista. Non vivo di rendita ma dei proventi che la mia condizione di azionista mi consentono di avere sostenendo il rischio di essere azionista”.

“Dopo quei 3 anni sono uscito è ho fatto degli investimenti, che nel loro bilancio sono andati bene. Mi hanno consentito di pagare i debiti di quell’acquisto di quelle azioni, rivelatosi un ottimo investimento. La IMA di quei tempi non era paragonabile a quella che è oggi”.

vacchi-2Crozza come Ambra Angiolini

“E’ corretto che ci sia la satira, però che almeno si basi su dei punti di partenza reali. Poi si possono distorcere e colorare, ma fare del moralismo e del qualunquismo rappresenta una qualità molto scadente di satira, di fronte alla quale forse è meglio ballare”.

“L’autore di Crozza sta a Crozza come Boncompagni stava a Ambra di Non è La Rai, solo che Ambra era molto bellina e aveva quindici anni, Crozza un po’ di pancia in più e qualche capello in meno e quindi era più giustificata ad avere il microfonino”.

“Ho però simpatia sia per l’autore che per chi sta sul palcoscenico. I quali hanno due propensioni diverse, un po’ come me e mio cugino”.

“Crozza sta sul palco e qualcuno gli scrive i testi. E va benissimo. E’ legittimo ballare, perché non è reato. Soprattutto quando lo si fa su un canale proprio, come Instagram che non è retribuito, a differenza di come invece Crozza fa nei canali che tendono a retribuirlo più lautamente degli altri. E anche questo è legittimo. Però credo che il moralismo sia una cosa abbastanza noiosa e stancante”