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Serie A: Higuain trascina la Juve. Volano Milan e Lazio, Roma flop

serie a higuainROMA – Trema ancora l’Italia, con l’incubo terremoto a farla da padrone. La domenica calcistica si vive in tutti gli stadi italiani con l’apprensione per la grande scossa delle 7:41. Il campionato professionistico, però, non si arresta (solo la Maceratese, Lega Pro, ha visto la sua gara interna rinviata a data da destinarsi, ndr), anzi, se può entra ancora più nel vivo, con l’undicesima giornata, aperta sabato sera dal big match tra la Juventus ed il Napoli. Nel nostro riassunto abbiamo provato a raccontarvi tutto quello che è accaduto.

SERIE A: HIGUAIN LOGORA CHI NON CE L’HA

Si sa: se il destino può darti uno schiaffo, può dartene anche due. A mano aperta, che fanno più male. Se poi il secondo ceffone te lo molla “core ‘ngrato” Higuan, allora c’è da andare su tutte le furie. Ma la beffa (il Pipita che segna il goal vittoria e nemmeno esulta) non può coprire l’alto valore del danno (precipitare a -7 dai bianconeri più che primi in classifica) che il Napoli infligge a se stesso e al proprio campionato Ora arriva la Champions e la parola d’ordine, già da martedì sera in Turchia contro il Besiktas, è non rovinare tutto e chiudere la questione qualificazione.

SERIE A: UN “PIPITA” TUTTO D’ORO

“È ingrassato”, “è fuori condizione”. Sarà. Intanto, zittendo scettici e menagrami, Gonzalo (che non è il protagonista de “Il Segreto”) con la sua zampata d’autore capace di regolare il Napoli, conferma la grinta e la fame della Juventus nelle gare che contano e aggiunge un punto in più tra se stessa e le concorrenti. La strada per la gloria è lunga, Allegri lo ribadisce a ogni passo, ma nessuno, al momento, è più lanciato della Juventus: pochi grassi e molta condizione.

SERIE A: TERZA FORZA CERCASI

Quattro squadre in tre punti, era tanto che non si vedeva. Rallenta la Roma, che rivede i fantasmi del “braccino del tennista” e impatta a reti inviolate contro un Empoli che in A ci vuole restare. Serve di più, Spalletti lo sa, anche perché Milan e Lazio sono alle porte. I rossoneri, passano col minimo sforzo (e con tanta intelligenza: top class la punizione di Bonaventura) contro il Pescara in caduta libera, i romani superano un rabberciato Sassuolo con un super goal di Immobile (vantaggio laziale con Lulic in off side, capita). Nel quartetto c’è anche il Napoli, di cui s’è detto prima e che sabato ospiterà proprio i biancocelesti: ultima chiamata per rimettersi in carreggiata.

SERIE A: SEMPRE PEGGIO

Più di qualcosa ci dice che a breve De Boer dovrà cambiare i propri bigliettini da visita. Le parole “allenatore dell’Inter” sembrano scritte con l’inchiostro simpatico, pronte a ad essere cancellate da un momento all’altro. L’ennesima inguardabile prestazione, stasera a Genova contro la Samp, regala ancora fiele e interrogativi al tifoso nerazzurro. Neanche la ritrovata vena di Icardi (fischiatissimo ex) ha dato i suoi frutti; semplicemente la squadra gioca male, anzi, non gioca affatto. E i risultati (negativi) non tardano ad arrivare.

SERIE A: IL RESTO DELLA GIORNATA

Dai e dai, ecco i primi tre punti della sua storia nella massima serie. Il Crotone di Nicola, dopo l’ottimo pari di Firenze, abbatte il Chievo, che circa una quindicina di anni fa si affacciava alla Serie A come fanno oggi i calabresi, e capisce realmente che nella corsa alla salvezza un pettorale ce l’ha anche lui. Profumano sempre più d’Europa i diciannove punti dell’Atalanta, ad una sola lunghezza dall’Europa League. Gasperini, che dopo il tremendo inizio altri presidenti avrebbero già cacciato, si prende la rivincita e se la gode. Domani il turno si concluderà con gli incontri tra Udinese e Torino e Cagliari e Palermo, come a dire poco interesse di classifica, molto quello di calciomercato. Ad maiora!