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Mostri sotto l’albero: 7 leggendari demoni del Natale

ROMA – Le tradizioni delle festività natalizie, tra cui San Nicola, Capodanno, l’Epifania e lo stesso Natale, spesso incorporano antiche usanze pagane che sono state stravolte per l’uso contemporaneo.
Il dogma che incoraggia i bambini ad essere buoni per meritare la visita di Babbo Natale, ad esempio, nasconde in realtà un lato oscuro.
Anticamente non era il carbone che i più piccoli temevano: se non erano stati bravi, avrebbero ricevuto una punizione tremenda da un mostro o un essere malvagio di qualche tipo.
Questi personaggi nefasti variano da luogo a luogo, e hanno molti nomi e immagini differenti.
Ecco 8 leggendari demoni del Natale.

1. KRAMPUS

Krampus è l’alter ego di Babbo Natale.
Nel folklore tedesco viene rappresentato come una creatura cornuta antropomorfa che,  durante il periodo natalizio,  punisce i bambini che si sono comportati male.
Ruba i regali, e in alcuni casi, se sono stati davvero cattivi, li rapisce e li porta nella sua tana per mangiarli come cena di Natale.
Il nome Krampus deriva probabilmente dal bavarese “Krampn” (morto, putrefatto, passato), o dal tedesco Kramp (artiglio) ma in Alto Adige e in Germania è conosciuto anche come Teufel (Diavolo).

Il suo aspetto è degno di un demone, con la pelliccia scura e arruffata, zoccoli e grandi corna.
La sua lingua è lunga e appuntita e i suoi denti sono zanne affilate. Viene spesso descritto portare cone sé catene o ruten, fasci di rami di betulla, con cui colpisce i bambini cattivi.
Altre volte è raffigurato con il suo sacco, che usa per portare i bambini cattivi agli inferi, dove poi li torturerà e li mangerà.

La leggenda racconta che tanto tempo fa, nei periodi di carestia, i giovani dei paesini di montagna si travestivano usando pellicce formate da piume e pelli e corna di animali.
Irriconoscibili, andavano in giro a terrorizzare gli abitanti dei villaggi vicini, derubandoli delle scorte per l’inverno.
Dopo un po’ di tempo i giovani si accorsero che, però, tra loro vi era un impostore: era il diavolo in persona che, approfittando del suo reale volto diabolico si era inserito nel gruppo rimanendo riconoscibile solo grazie alle zampe a forma di zoccolo di capra.

Venne quindi chiamato il vescovo Nicolò per esorcizzare l’inquietante presenza.
Sconfitto il diavolo, tutti gli anni i giovani, travestiti da demoni, sfilavano lungo le strade dei paesi, non più a depredare ma a portare doni, accompagnati dalla figura del vescovo che aveva sconfitto il male.

2. JÓLAKÖTTURINN

Jólakötturinn è l’islandese per Yule Cat o gatto di Natale. E non è un bel gattino.
In realtà, potrebbe mangiarti.
Questo personaggio è legato a una tradizione islandese secondo la quale coloro che hanno finito tutto il loro lavoro per tempo riceveranno vestiti nuovi per Natale, mentre rimarranno a bocca asciutta quelli che sono stati pigri (anche se questa non è proprio una minaccia).

Per incoraggiare i bambini a lavorare sodo, i genitori raccontavano che Jólakötturinn sa individuare i bambini pigri perchè questi non hanno ricevuto abiti nuovi.
Una volta idenditificati, il gatto malefico era pronto a divorarli.
Questo promemoria tende a stimolare i bambini a farei loro compiti.

Non c’è da meravigliarsi che gli islandesi siano più dediti al lavoro rispetto alla maggior parte degli europei!

3. PERCHTA

Alcune storie raccontate in Germania e Austria hanno per protagonista una strega di nome Frau Perchta che distribuisce sia ricompense che punizioni durante i 12 giorni di Natale (dal 25 dicembre al 6 gennaio).

Tuttavia, è meglio conosciuta per la sua orribile punizione dei peccatori: strappa gli organi interni e li sostituisce con spazzatura.

L’immagine di Perchta può comparire durante le processioni natalizie in Austria, un po’ come Krampus.

La storia di Perchta si pensa derivi da una leggendaria dea della natura alpina, che vive nella foresta la maggior parte dell’anno e si occupa di esseri umani solo durante il periodo natalizio.

Ci potrebbe essere qualche connessione tra Perchta e La Befana, ma quest’ultima non è un mostro ma una strega che lascia regali o al massimo carbone.

4. PÈRE FOUETTARD

La leggenda francese del Père Fouettard, il cui nome si traduce in “Padre Frustatore”, inizia con un macellaio malvagio che desiderava bambini da mangiare.

Lui (o sua moglie) attirarono tre ragazzi nella sua macelleria, dove li uccisero e li cucinarono.

San Nicola venne in loro soccorso, resuscitando i ragazzi e prendendo prigioniero il macellaio, che divenne così suo servo il cui compito sarebbe stato quello di dispensare punizioni ai bambini cattivi il giorno di San Nicola.

5. HANS TRAPP

Hans Trapp è un altro “anti-Babbo Natale” che distribuisce punizioni ai bambini cattivi nelle regioni dell’Alsazia e della Lorena della Francia.
La leggenda dice che Trapp fosse un uomo esistito realmente, ricco, avido e malvagio, che adorava Satana e venne scomunicato dalla Chiesa cattolica.

Fu esiliato nella foresta e, travestito da spaventapasseri con paglia sporgente dal suo abbigliamento, rapiva i bambini.
Stava per mangiarne uno che aveva catturato quando fu colpito da un fulmine e morì, segno di punizione divina.

Continua a visitare i bambini prima di Natale, vestito da spaventapasseri, per invogliarli ad avere un buon comportamento.

6. I YULE LADS

I Jólasveinar, o Yule Lads, sono 13 troll islandesi, con ciascuno un nome e una personalità distinta.
Nei tempi antichi, rubavano le cose e causavano problemi nel giorno di Natale, e venivano usati per spaventare i bambini.

Tuttavia, il 20 ° secolo ha portato i racconti del benevolo norvegese Julenisse (Babbo Natale), che portava doni ai bambini buoni.
Le tradizioni si mescolarono, fino a quando i diabolici Jólasveinar divennero così gentili da lasciare doni nelle scarpe ai bambini che le lasciavano fuori… se erano stati bravi, ovviamente.

7. GRÝLA

Tutti i Yule Lads rispondono a Grýla, la loro madre.

Nella leggenda islandese è l’Orchessa che rapisce, cucina e mangia i bambini che non obbediscono ai loro genitori.

Secondo la storia, Grýla ha tre diversi mariti e 72 bambini, tutti malvagi e combina guai, dal male innocuo all’omicidio.
Come se la famiglia non fosse abbastanza affollata, anche il gatto Yule vive con loro.

Questo Orchessa è così malvagia che alcuni le hanno attribuito la colpa per l’eruzione del vulcano Eyjafjallajökull nel 2010.