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Qui Tunisi, com’è difficile l’amore “bel arabi”

TUNISI – “Lui è il mio ex-ragazzo, dopo 4 anni ci penso ancora…!”. “E com’è finita?”. “Perché non piacevo a sua madre”. Meriem, un’amica dell’università, mi mostra le foto del suo grande amore su Facebook. Lui ha l’aria simpatica, ha studiato all’università, è impegnato nel sociale. Nella foto, una festa di fidanzamento durante i primi giorni in ostello.

Forse la sua storia mi colpisce per questo, ma non è l’unica. Per la verità, ogni volta che si parla di famiglia e di amore a Tunisi mi rimangono in testa parecchie domande che non ho ancora avuto il coraggio di fare a nessuno.

Mi dico che è arrivato il momento di capirci qualcosa e prendo nota delle parole che mi potrebbero servire a intavolare una conversazione sull’argomento.

Come in arabo standard, in tunisino la famiglia è la ‘ayla (العائلة). “I genitori” sono “el-weldīn” (dove “el” o “al” è l’articolo invariabile arabo, lo stesso di “Al-Jazeera”, che significa “l’isola”). Il papà tunisino è “boū”, la mamma “‘oumm”. Sorella si dice “‘oukht”, fratello “khou”, ed è normale che tra sconosciuti ci si chiami “”ukhty” o “khūya”, “sorella mia” e “fratello mio”, in segno di cortesia.

L’arabo standard come il dialetto tunisino fanno una distinzione tra lo zio paterno e quello materno: invece di un generico zio/zia abbiamo “‘amm” (عم) e “‘amma” (عمة), lo zio e la zia paterni, “khāl” (خال)e “khāla” (خالة), quelli materni. Per i nipoti invece si usa dire semplicemente “il figlio di…”, per esempio “wīld oukhty” è “il figlio di mia sorella”, “bint khūya”, “la figlia di mio fratello”.

‘Ars (عرس) indica il matrimonio sia in arabo letterario che in tunisino, e mahr al ‘arusa in arabo standard è la dote della sposa (مَهْرُ العَروسِ).

Mi basterà questo scarno lessico? Probabilmente a chi legge avanza pure, mentre a me servirà ben altro per capire la famiglia tunisina, a occhio e croce la maggiore istituzione del paese.

Di sicuro so solo che per sposarsi ci vogliono tanti soldi e che per convivere o fare un figlio bisogna sposarsi. A dicembre il ministero della Donna, della Famgilia e dell’Infanzia ha parlato di “900 casi di bambini nati fuori dal matrimonio” e ha ritenuto opportuno precisare che non tutti erano nati da uno stupro.

Nel videoclip “Bel arabi” (letteralmente: “in arabo”), l’amore secondo la popstar tunisina Latifa.