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La Nutella provoca il cancro? La risposta della Ferrero

nutella provoca il cancroROMA – Continuano le polemiche legate alla Nutella, uno dei prodotti italiani più amati nel mondo.
Nell’occhio del ciclone sempre il famigerato olio di palma, uno degli ingredienti della crema di nocciole della Ferrero.
In particolare, a gettare benzina sul fuoco è una ricerca del 2016 condotta dalla European Food Standards Authority, secondo cui i contaminanti dell’olio di palma sono cancerogeni.

Ma quindi la Nutella provoca il cancro?

“I contaminanti termici sono sostanze che si possono manifestare in tutti gli oli e grassi quando sottoposti a temperatura troppo elevata e – in forte concentrazione – possono avere effetti negativi per la salute”, si legge sulla sezione speciale del sito Nutella promossa da Ferrero in difesa dell’olio di palma utilizzato dall’azienda.
“Nutella è un prodotto assolutamente sicuro e già compatibile con le nuove soglie stabilite dalle raccomandazioni EFSA (l’agenzia Europea per la sicurezza degli alimenti) che abbiamo accolto con favore: la salute e la sicurezza sono sempre state la nostra priorità”.

Secondo una pubblicazione dellIstituto Superiore di Sanità, il problema non è legato al consumo di olio di palma di per sé, quanto all’eccesso di acidi grassi saturi nella dieta complessiva.

Sull’olio di palma si è espresso anche l’Istituto Mario Negri ribadendo che non esistono evidenze scientifiche che correlino il consumo di olio di palma all’insorgenza dei tumori.
Quindi, l‘olio di palma, se di qualità, è un prodotto assolutamente sicuro per l’uomo, quando assunto da individui sani nell’ambito di una dieta bilanciata.

“La Nutella senza olio di palma non sarebbe più lei, si abbasserebbe la qualità”, spiega Vincenzo Tapella, responsabile acquisti della Ferrero.
A rafforzare la sua tesi, una ricerca della Reuters, che conferma come la rimozione dell’olio di palma da alcuni prodotti causerebbe un aumento importante dei prezzi al consumatore.

“Da moltissimo tempo Ferrero conosce e lavora con estrema cura l’olio del frutto di palma grazie a tecnologie all’avanguardia e una particolare attenzione alla qualità e alla sicurezza.
I processi di lavorazione dell’olio di palma sono attenti e prevedono modalità e trattamenti termici delicati, in grado di contenere al minimo la formazione di contaminanti”.

Nutella promossa da Greenpeace e WWF

La produzione di olio di palma è spesso criticata perchè per fare spazio alle piantagioni, vengono distrutte immense aree forestali.
Ma l’impegno di Ferrero per combattere la deforestazione in modo responsabile e documentabile ha beneficiato del sostegno di Greenpeace, che la considera come una tra le aziende più all’avanguardia al mondo in materia di attuazione delle politiche di “non deforestazione”.

“Nella Palm Oil Scorecard 2016, Greenpeace identifica Ferrero come una delle 2 aziende leader nella valutazione complessiva. I nostri punti di forza sono l’approvvigionamento responsabile e l’approccio proattivo nel riformare la filiera”, si legge sul sito. “Inoltre, tra le 14 aziende globali di beni di consumo valutate, ci riconosce come l’unica capace di tracciare fino alla piantagione di origine quasi il 100% dell’olio di palma acquistato”.

L’olio vegetale usato per produrre Nutella è olio di palma sostenibile, 100% “segregato” certificato RSPO.
Questo significa che è tenuto fisicamente separato dall’olio di palma normale lungo tutta la filiera.
La certificazione RSPO ottenuta da Ferrero ha meritato anche il plauso di Richard Holland, direttore della “Market Transformation Initiative” del WWF.

“Anche nelle Palm Oil Buyers Scorecard di WWF, pubblicate nel settembre 2016”, spiega la Ferrero “otteniamo un punteggio di 9 punti su 9 e, tra le 137 aziende globali considerate nell’indagine, siamo stati riconosciuti come una delle aziende battistrada’ verso l’obiettivo finale di sostenibilità per l’industria, ovvero che l’olio di palma certificato sostenibile (e tracciabile) diventi il livello standard per tutte le aziende”.