sport

Il punto sulla serie A: cade la Juve a Firenze, Roma e Napoli non mollano

punto sulla serie a derby della capitaleROMA – La notizia del giorno? Fin troppo facile: la Juve che cade. Meriterebbe gli strilloni per le strade, la quarta sconfitta della truppa Allegri. Lenta e stranamente in difficoltà nel giro palla, la Juventus vista al Franchi, viene fermata da una Fiorentina tutto pressing e volontà. Ora la classifica dice che la Roma e il Napoli, vittoriose entrambe, sono molto vicine, con i partenopei distanti quattro lunghezze e i giallorossi addirittura sotto di un solo punto. C’è un “ma”: la Juve deve recuperare la trasferta di Crotone, gara sulla carta alla portata e che potrebbe dilatare di nuovo le distanze. Staremo a vedere, c’è tempo fino all’8 febbraio. Zona Champions: bene la Lazio, vince anche l’Inter. Ripercorriamo quanto è accaduto con i nostri riassunti.

VIOLA DI RABBIA

Esce schiumando rabbia, la Juve “matata” dagli acerrimi rivali. Imbambolata dal possesso palla dei gigliati, Allegri e soci non hanno trovato l’adeguata contromossa alle tattiche studiate da Paulo Sousa per imbrigliare manovra e spunti dei bianconeri. Non basta un Higuain disposto al sacrificio e bomber di serata; la Viola s’è mossa meglio in campo, sfruttando le giocate di Borja Valero e la freddezza di Kalinic. Allegri, dispiaciuto, non si scompone più di tanto, salvo lamentando che la sua Juve deve “imparare a battagliare contro chi fa la partita della vita”. Ora serve far quadrato, perché la strada è lunga e piena di insidie: sciupare tutto sarebbe un delitto.

LA CACCIA CONTINUA

Soddisfatto a metà, perché pur vincendo la sua Roma non chiude l’incontro come dovrebbe (Dzeko sbaglia un rigore sullo 0-1), Spalletti si riporta dal Friuli il secondo successo consecutivo in trasferta. Con il colpo gobbo della Fiorentina, la vittoria giallorossa sa di rincorsa premiata, e siamo convinti che il tecnico toscano sarà più blando con la sua truppa, assaporando il gusto di chi ha riaperto il campionato domenica dopo domenica. C’è ancora da pedalare, ma la bicicletta funziona, eccome.

ATTORI E COMPARSE

Vince il Napoli di Sarri, sempre più “di Sarri”. Gioco fresco, manovra armonica e risultato garantito, l’undici del toscanaccio da l’impressione di poter segnare quando vuole, di chiudere la gara quando più lo gradisce. La partita con il Pescara ne è da esempio: primo tempo lezioso, ripresa che in due minuti regala l’uno due a firma Tonelli (ancora in campo ed ancora a segno) –Hamsik; pratica archiviata, “cosa fatta, capo ha”. Con Maradona in città poi (reciterà nello spettacolo di Alessandro Siani da stasera al San Carlo, ndr), tutto quello che riguarda il Napoli si tinge di amarcord e di tricolore. Napoli e Maradona, binomio assoluto: mai comparse, sempre grandi attori.

GRINTA LAZIO

Merita una menzione speciale, la Lazio di Inzaghi (oggi espulso), che in attesa del big match contro la Juventus di domenica prossima, si regala la vittoria in rimonta contro l’Atalanta di Gasperini (espulso anche lui). Squadra partita tra lo scetticismo, un ritiro estivo vissuto sul filo della contestazione, un allenatore che in pochi (sbagliando) davano in grado di gestire una panchina così pesante, E invece i biancocelesti tirano la carretta, eccome. Sciolte le riserve, la lotta è per un posto in Europa: quale delle due, se Champions o Europa League, è difficile saperlo. Inzaghi dovrà essere bravo, da qui a fine campionato, a tenere a bada il ritorno delle milanesi, a cercare di ridurre il gap con le rose, più complete, del Napoli e della Roma, a dosare le energie di un gruppo che non pare verrà rinforzato dal mercato invernale. Insomma, compito arduo ma non impossibile; intanto, però, rinnovare il passaporto non è più proibitivo.

GAGLIARDI…NTER

Pagheremmo oro per vedere l’espressione sul volto di De Boer: se anche Eder, sparito durante la gestione dell’olandese, trova il suo momento di gloria (terzo marcatore contro il Chievo), vuol dire che qualcosa da farsi perdonare il buon Frankie ce l’ha, eccome. Tutto il contrario, il volto di Pioli. Sereno, appagato, determinato: con la quinta vittoria consecutiva, riporta l’Inter a respirare aria da piazzamento europeo. Ottimo anche l’innesto dell’ex atalantino Gagliardini, già a suo agio negli schemi del parmense. Il calcio è un gioco fatti di semplicità: all’Inter ne mancava in modo disarmante. Pioli lo ha capito e si è adeguato: può tranquillamente dire di aver già vinto.