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Il punto sulla serie A: la Juve riparte ma Roma e Napoli non mollano

punto sulla serie a derby della capitaleROMA – Tutto come prima: la Juve che vince e le altre che inseguono. Si riprende subito dalla caduta di Firenze, l’undici di Allegri. C’era da aspettarselo: dopo il graffio dei toscani, i bianconeri, schierati con la massima potenza di fuoco disponibile (Dybala, Higuain Mandzukic e Pjanic tutti in campo contemporaneamente) si rimettono in carreggiata; a farne le spese una Lazio scialba e mai in partita.

Vincono, però, e non mollano la presa, anche il Napoli (vittoria di platino in casa Milan) e la Roma (di misura sul Cagliari).

Cade, come detto, la Lazio a Torino: troppo brutta per esser vera. Vince, ed è il sesto successo consecutivo, l’Inter di Pioli, giunto ad un solo punto dal quarto posto dei biancocelesti e a sole cinque lunghezze dal terzo posto Champions del Napoli. Ecco, con i nostri riassunti, quanto accaduto sui campi della serie A.

SERIE A: GLI OCCHI DELLA TIGRE

Infuriata, imbestialita, colma di rabbia. Si è detto tutto ed il contrario di tutto sullo stato d’animo della Juventus all’indomani del tonfo di domenica scorsa. Tutto vero, chiedere alla Lazio: con gli occhi della tigre, con la fame che non ti aspetti, con lo spirito di rivalsa covato per sette giorni, eccola la Juventus opposta ai romani. Basta un quarto d’ora e l’uno-due Dybala-Higuain è assestato; due colpi che affondano la svagata retroguardia laziale e chiudono, quasi senza aprirla, la storia del match. Da Allegri a Buffon passando per Bonucci: tutti, in settimana, avevano parlato di riscatto e ripartenze. Missione compiuta: si riparte, la pressione e le insidie quelle di sempre, ma per i torinesi è la routine: è la Juventus, bellezza…

SERIE A: MOLLE O NON MOLLE?

Eccolo il nuovo quesito: Dzeko è molle o meno? E’ rock o è lento, come diceva l’Adriano nazionale? Poco importa: se arrivi a segnare il ventesimo goal stagionale, più di Higuain e Icardi, tutto diventa un dettaglio o addirittura l’ombra di un dettaglio. Basta una sola zampata del bosniaco per battere un gagliardo Cagliari e non mollare la carica di inseguitrice principe di una Juventus ritornata spietata. La Roma è li, deve continuare a fare il suo, a vincere più possibile, dentro e fuori. Il destino di se stessa non è nelle sue mani, cosa che può rappresentare un limite o un vantaggio. Insistere e non mollare: Spalletti & Co. l’hanno capito bene. C’è da credergli.

SERIE A: SARRI COME ARRIGO

Gioco spumeggiante, difesa alta, pressing a tutto campo, attacco ferale. Giochino: questo è il Milan di Sacchi o il Napoli di Sarri? Non siamo i soli a confondersi: capita che Ambrosini, bandiera milanista, il dubbio non lo abbia, e commentando la sconfitta dei rossoneri, paragoni le due scuole senza paura di essere smentito, lanciandosi addirittura per una maggiore preferenza delle trame del gioco del tecnico toscano. Apriti cielo: il famigerato e sempre meno rassicurante “popolo dei social”, stavolta a tinte rossonere, non ci sta e mette alla gogna l’ex difensore e le sue parole. Chiacchiere a zero, però: questo Napoli è davvero bello da vedere; se avesse creduto prima nelle proprie capacità ci sarebbe stato da divertirsi. In attesa del Real, tutto è oro quel che luccica.

SERIE A: T’AVESSI VISTO PRIMA…

No, non è una dichiarazione d’amore tardiva, ma solo la domanda che all’Inter si stanno facendo rispetto alla venuta di Pioli. L’avessero scelto prima, al posto del Napoli, poteva esserci l’Inter? Il tormentone è già partito, chi dice si, chi dice no. Sta di fatto che l’ex tecnico di Palermo, Bologna e Lazio inanella la sesta vittoria consecutiva, passando sul campo dell’ormai spento Palermo, “mollato” quasi anche dal suo assai pittoresco (!) presidente, pentitosi, in settimana, di aver frettolosamente esonerato il parmense nell’estate del 2011. Ottimo lavoro, quello di Pioli. Se il mercato, poi, portasse altri colpi, si potrebbe cominciare a sognare, cosa che quelli col cuore nerazzurro non fanno più da ormai troppo tempo.