fotogallery

Terremoto Etna, 60 scosse registrate il 30 gennaio

ROMA – Sono circa 60 le scosse che stanno interessando l’area del vulcano Etna, in coincidenza del suo medio versante sud-occidentale.
L’Osservatorio Etneo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV-OE), ha registrato dalle prime ore di oggi, 30 gennaio, decine di eventi sismici con magnitudo massima pari a 3.5 (ore 10:51 L.T.).

terremoto etna 30 gennaioL’epicentro è stato calcolato tra le località di Ragalna – Monte Parmentelli – Monte San Leo, nell’intervallo di profondità 10-15 km.

Sebbene tuttora in corso, “l’attività sismica non risulta accompagnata da anomalie negli altri parametri geofisici monitorati”, segnala l’INGV-OE. “L’ampiezza del tremore vulcanico si mantiene su valori stazionari medio-bassi, tipici degli ultimi mesi”.

Inoltre, rimane pressoché immutata la moderata attività esplosiva al Nuovo Cratere di Sud-Est.

L’Etna

Gli arabi, la chiamavano, Djebel-Utlamat (Montagna per eccellenza), i romani Mons-Djebel (Monte-Monte), i siciliani Mungibeddu, (Bella Montagna).
Denominato anticamente Aìtnë, con i suoi 135 km di perimetro, l’Etna, la mitica Fùcina degli Dèi, è un vulcano attivo assai complesso, uno dei pochi al mondo in cui è stato possibile osservare a memoria d’uomo la nascita di nuove bocche eruttive sommitali.

Attività vulcanica

L’Osservatorio Etneo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV-OE) monitora constantemente l’attività dell’Etna.
Negli ultimi giorni è stata registrata una modesta attività stromboliana, accompagnata da frequenti ma piccole emissioni di cenere vulcanica, al Cratere di Sud-Est (SEC) dell’Etna. La fonte di tale attività è una bocca ubicata nella ex “sella” fra il vecchio e il nuovo cono del SEC, che si era formata durante il singolo episodio eruttivo del 31 gennaio – 2 febbraio 2015 e che da allora non aveva mostrato alcun segno di attività fino a metà dicembre 2016.

Questa nuova attività eruttiva marca il ritorno di magma in superficie dopo quasi 8 mesi di quiescenza eruttiva sull’Etna.

C’è una relazione tra terremoto e vulcani?

Secondo la teoria della tettonica delle placche, la Terra è un pianeta attivo.
La sua superficie è composta da molte placche individuali che si muovono e interagiscono, in continua evoluzione, rimodellando strato esterno della Terra.
Sia vulcani che terremoti sono il frutto del movimento delle placche tettoniche.
Per questo terremoti e vulcani sono spesso correlati.

mappa terremoti e vulcani

I triangoli rossi rappresentano attività vulcanica, i puntini blu attività sismica

Ma, a differenza di quanto si immagini, un terremoto non provoca attività vulcanica.
Al contario, in alcuni casi, può essere un importante indizio, per un’imminente eruzione.

La maggior parte dei terremoti direttamente sotto un vulcano sono causati dal movimento del magma.
Il magma esercita una pressione sulle rocce fino a quando non la incrina.
Quindi il magma fuoriesce nella fessura della roccia, esercitando pressione, dando origine a piccoli tremori.

Questi terremoti sono di solito troppo deboli per farsi sentire, ma possono essere rilevati e registrati da strumenti sensibili.
Si tratta di piccoli indizi, che insieme ad altri strumenti di monitoraggio, possono aiutare i vulcanologi a determinare se un vulcano è prossimo ad un’eruzione.