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Brexit per il popolo Erasmus è la Scozia la terra promessa

ROMA – Brexit, procedure al via dal 29 marzo. Ad annunciarlo l’ambasciatore britannico a Bruxelles, Sir Tim Barrow. È questo il giorno che sancirà, ufficialmente, l’allontanamento dell’Inghilterra dal resto del Continente europeo, almeno politicamente ed economicamente. A cambiare, però, sarà la vita di tutti, compresi gli studenti del progetto Erasmus.

Brexit, al via le grandi manovre

Durerà due anni il negoziato che sancirà l’uscita dell’Inghilterra dalla UE. “Siamo all’inizio del più importante negoziato per il Regno Unito nell’arco di una generazione”, ha sottolineato il ministro per la Brexit, David Davis. È l’articolo 50 quello che il 29 marzo gli Inglesi invocheranno per dare seguito alla volontà popolare di lasciare l’Unione. Da quel momento la palla passerà al Consiglio europeo e il suo presidente, Donald Tusk, ha già annunciato che, nelle 48 ore successive, presenterà ai 27 Stati membri, la bozza del negoziato.

Brexit studenti Erasmus guardano a nuovi lidi

Con l’uscita dalla UE da parte dell’Inghilterra è inevitabile che la vita dei singoli cittadini, per non parlare delle imprese, cambi radicalmente. Non fanno eccezione gli studenti universitari, quelli del programma Erasmus. Per questi si aprono, però, nuove prospettive e nuove mete, in particolare quelle scozzesi. I campus della Scozia già negli ultimi anni hanno fatto registrare un balzo in avanti delle presenze. Si è passati dalle 37mila presenze del biennio 2006/2007 alle oltre 50mila degli ultimi due anni. Studenti che “migrando” per motivi di studio generano ricchezza e posti di lavoro. Secondo uno studio recente della Oxford Economics nel solo biennio 2014-2015, gli studenti europei arrivati in Inghilterra hanno generato un volume di affari per 25,8 miliardi di sterline e creato oltre 206mila posti di lavoro. Un fiume di denaro che potrebbe ora spostarsi verso la Scozia e il suo volere non solo restare in Europa ma sganciarsi, referendum popolare, dal Regno Unito.

Brexit Scozia più appetibile

La partita per accaparrarsi fette di mercato, quelle studentesche e non solo, è già cominciata. La Scozia si muove con regimi fiscali molto più appetibili di quelli offerti dai cugini inglesi. Un esempio è l’esenzione delle tasse universitarie per gli studenti UE. Le rette dei college inglesi restano, invece, ad appannaggio di pochi. Tasse che potrebbero aumentare ancora, e non di poco, se gli studenti europei saranno, nel dopo Brexit, equiparati agli studenti provenienti da altri continenti. Tutti gli atenei scozzesi stanno investendo in qualità dell’accoglienza, programmi di studio e ricerca. La rincorsa ai blasonati college inglesi è in pieno svolgimento.