spettacolo

Maldestro: la mia musica nasce con l’intento di “creare un solco nelle persone”

ROMA – “Mi chiamo Maldestro perché lo sono veramente, inciampo sempre, faccio cadere oggetti….cose che voi umani non potete immaginare”.  Si presenta così Antonio Prestieri, in arte Maldestro,  alle telecamere di Diregiovani. L’occasione è la presentazione del suo ultimo album “I muri di Berlino” alla libreria Feltrinelli di Roma.

Maldestro, la musica è fatta di sentimenti

Basta uno scambio di poche parole per capire che la sua è un’ironia puntuale, da cui traspare una continua riflessione sulla realtà che lo circonda. La musica di Maldestro nasce dall’osservazione del quotidiano, dall’incontro con la vita di tutti giorni fatta di sentimenti e concretezza, dove a volte i treni “si perdono”. E’ così che prendono vita brani intensi come “Canzone per Federica”, scritti con l’intento di “creare un solco nelle persone” e farle immedesimare nelle proprie parole.

Cantautore amato dalla critica e dal pubblico

Cantautore giovane dalla voce graffiante, Maldestro ha conquistato in pochissimi anni pubblico e critica. Dopo essersi guadagnato il secondo posto nella sezione “Nuove proposte” di Sanremo 2017, il cantante già vanta già riconoscimenti importanti come il premio ‘Lunezia’, il premio ‘Enzo Jannacci, il premio ‘Assomusica’ e quello ‘Mia Martini’ della critica ricevuto proprio per il brano portato a Sanremo “Canzone per Federica”.

Il rapporto con Napoli

L’intervista è anche l’occasione per raccontare la passione di Maldestro per il teatro e per Troisi, attore geniale con cui condivide la città di nascita: Napoli. Luogo questo, a cui il cantautore è legato da un rapporto complicato fatto di “amore e odio” ma comunque importante, perchè “il posto da dove vieni te lo porti addosso”.