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Bagarinaggio online, multati Ticketone e gli altri rivenditori online

Bagarinaggio onlineROMA – 1.7 milioni di euro. È questa la cifra che Ticketone e gli altri rivenditori online dovranno pagare per le vicende legate al bagarinaggio online. Nello specifico sotto l’occhio delle autorità Viagogo, Ticketbis, MyWayticket e Seatwave.

A decidere l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in relazione alla vendita di biglietti per i principali concerti in Italia negli ultimi anni. Dai Coldplay agli U2, da Ed Sheeran a Vasco Rossi. Poi gli One Direction, i Red Hot Chili Peppers, Adele, Renato Zero e i Foo Fighters. Tutti concerti di cui – almeno in un primo momento – è stato impossibile comprare i biglietti. O almeno, più facile era trovarli sul web a prezzi moltiplicati.

Bagarinaggio online. Ticketone al centro dell’istruttoria più grande

A pagare il prezzo più alto per le azioni di secondary ticketing, però, Ticketone, titolare in esclusiva per il canale online dei principali eventi italiani e protagonista della prima istruttoria. Proprio per il sito è stato oggetto di numerose segnalazioni in cui veniva lamentato un repentino esaurimento dei biglietti sul mercato primario e la quasi contestuale vendita degli stessi sul mercato secondario, dove risultavano venduti a prezzi maggiorati. Ticketone, malgrado fosse tenuto contrattualmente a predisporre misure antibagarinaggio, si legge nel comunicato ufficiale dell’Agi, “non ha adottato efficaci misure dirette a contrastare l’acquisto di biglietti attraverso procedure  automatizzate, né ha previsto regole, procedure e vincoli diretti a limitare gli acquisti plurimi di biglietti, né ha effettuato controlli ex post diretti ad annullare tali acquisti plurimi”. Per questi motivi, Ticketone dovrà pagare un milione di euro.

Bagarinaggio online. Le altre quattro istruttorie

Altre quattro istruttorie, invece, sono state aperte per gli altri operatori online. “Le contestazioni rivolte ai suddetti operatori – si legge ancora nel comunicato – hanno riguardato la carente o intempestiva informazione in ordine a diversi elementi essenziali di cui il consumatore ha bisogno per assumere una decisione consapevole di acquisto”.

In particolare, “si è ritenuto che i professionisti, da una parte non precisavano adeguatamente al consumatore le caratteristiche dei biglietti in vendita, non specificandone il valore facciale e il numero di posto e fila né i diritti e le garanzie riconosciuti in caso di cancellazione dell’evento e, dall’altro non chiarivano il proprio ruolo di mera intermediazione svolto sul mercato secondario”. Per Viagogo, Ticketbis, MyWayticket e Seatwave la sanzione è di oltre settecento mila euro.