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Quattro cuccioli di cane procione sono nati allo Zoo di Falconara

Lo Zoo di Falconara dà il benvenuto a 4 cuccioli di cane procione
Il lieto evento a tre mesi di distanza dalla nascita del gibbone dalle mani bianche

ROMA – Il Parco Zoo Falconara dà il benvenuto a quattro splendidi cuccioli di cane procione (tanuki), venuti alla luce dopo 60 giorni di gestazione.
Mamma Zoe e papà Artù, ospiti del giardino zoologico da due anni, coccolano i loro piccoli. I quattro baby cane procione pesano tra i 100 e i 120 grammi e, in queste prime settimane di vita, sono costantemente accuditi da entrambi i genitori, coppia monogama molto affiatata.

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I cuccioli vivono attaccati alla mamma, attenta e premurosa, e si nutrono con il suo latte, mentre il papà se ne prende cura procurando il cibo alla compagna. Terminata la fase dello svezzamento, a cinquanta giorni d’età, Artù provvederà anche al sostentamento dei figlioletti, di cui ancora non si conosce il sesso. I veterinari, infatti, lo accerteranno solo al momento delle vaccinazioni, che verranno effettuate dopo lo svezzamento per non interferire con la crescita dei piccoli.

Con la nascita dei quattro cuccioli di cane procione il Parco Zoo Falconara festeggia il secondo lieto evento dell’anno. Appena tre mesi fa era venuto alla luce un cucciolo di gibbone dalle mani bianche.

Che cos’è il cane procione?

Il cane procione (conosciuto anche come tanuki in Giappone) è un piccolo carnivoro euro-asiatico appartenente alla famiglia dei canidae.
Nel regno animale, il suo parente più prossimo è considerata la volpe.
Timido e poco aggressivo, se minacciato preferisce scappare e nascondersi.

È un animale crepuscolare, ovvero è solito riposare di giorno per raggiungere il pieno delle sue attività nelle ore serali, ed è onnivoro opportunista.
Le sue abitudini alimentari cambiano a seconda della disponibilità di cibo.

Non a caso, va in letargo nel periodo invernale quando il cibo scarseggia.

cane procione tanukiIl leggendario Tanuki

Il cane procione è conosciuto in Giappone come tanuki, dove è considerato un animale “soprannaturale”.

Nel folklore nipponico, sono abili trasformatori che possono assumere qualsiasi sembianza.
La mitologia del tanuki si è evoluta nel corso dei secoli.

Inizialmente, assumevano la forma umana, perseguitavano e possedevano la gente, venendo considerati responsabili di molti omicidi.
Secoli più tardi in Giappone, si sono evoluti in astuti mutaforma, che con la loro magia illusoria ingannavano viaggiatori, cacciatori e monaci.

Anche se i giapponesi continuano a classificare i tanuki come yōkai (mostro, spettro), la creatura oggi non è più così spaventosa o misteriosa.

Oggi, i Tanuki sono allegri, amabili e benevoli: portano prosperità e successo aziendale.
Le statue ceramiche di Tanuki si trovano dappertutto nel Giappone moderno, specialmente fuori dai bar e ristoranti, dove un efficace pupazzo Tanuki invita i commensali a entrare e trascorrere del tempo nel locale (un ruolo simile al Maneki Neko).

Nella sua forma moderna, il divertente Tanuki è comunemente raffigurato con una grossa pancia, un cappello di paglia, un’espressione tontolona e, curiosamente, uno scroto gigante.

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