Scoperto Kelt-9b pianeta che bolle. Video

Kelt-9b pianetaROMA – Scoperto Kelt-9b il pianeta che bolle. È un modo di dire, certo, ma la sua temperatura registrata è di oltre 4mila gradi Celsius. La scoperta del nuovo pianeta si deve gli astronomi dell’Ohio State University. La ricerca è stata pubblicata sulla prestigiosa rivista Nature.

Kelt-9b pianeta che bolle

Ha una temperatura di 4.326,85 gradi Kelt-9b. Questo fa di lui il pianeta più caldo mai scoperto. È molto distante dalla Terra, circa 650 anni luce, ed è posizionato nella costellazione del Cigno. Il suo calore lo fa assomigliare ad una stella di piccole dimensioni ed ha una coda di gas. Una caratteristica, quest’ultima, che lo fa apparire come una cometa. È di poco, 926 gradi, meno caldo del nostro Sole. La sua temperatura elevata è dovuta alla vicinanza alla stella Kelt-9. Stella madre intorno alla quale gira in un giorno e mezzo.

Kelt-9b pianeta che assomiglia a Giove

Per la sua struttura assomiglia a Giove con una massa pari a 2.8 volte quella del pianeta del nostro sistema solare ma, con una densità è molto minore, circa la metà. Il suo lato esposto a giorno riceve dalla stella madre un’intensa radiazione ultravioletta rche arriva a far letteralmente evaporare l’atmosfera del pianeta, producendo la coda di gas incandescente. Una tale esposizione impedisce la formazione di qualunque molecola di acqua, anidride carbonica e metano. “La stella Kelt-9 emana così tante radiazioni che potrebbe far evaporare completamente il pianeta”, spiega Keivan Stassun, coautore dello studio. “O se questo avesse un nucleo roccioso solido – aggiunge -, potrebbe asciugarsi e ridursi diventando un’arida roccia, come Mercurio”.

Kelt-9b pianeta che bolle, una ‘vita a rischio’

“Si tratta di un pianeta, se si tiene conto delle definizioni tipiche basate sulla massa, ma la sua atmosfera è diversa da quella di qualsiasi altro pianeta scoperto fino ad ora”, spiega con cura Scott Gaudi dell’Ohio State University, primo autore dello studio. Anche la vita di KELT-9b è a rischio a causa della sua stella madre. Tra circa un miliardo di anni, puntualizzano i ricercatori, “la stella KELT-9 si trasformerà in una gigante rossa, aumentando di volume” e questo causerà trasformazioni dalla portata imprevedibile.

Kelt-9b, la scoperta grazie ai KELT

L’individuazione del pianeta Kelt-9b è stata resa possibile grazie ai KELT – Kilodegree Extremely Little Telescopes – in grado di osservare milioni di stelle brillanti contemporaneamente. La scoperta è stata comunque fortunosa visto che la precessione orbitale porterà il pianeta fuori dalla nostra vista in circa 150 anni, e non vi tornerà se non fra 3.500 anni. Ora si attende di poterlo osservare non solo con i Kelt posizionati in Arizona ma anche direttamente dallo spazio con i telescopi orbitali Spitzer, Hubble e il James Webb, che verrà lanciato nel 2018.

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