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Zerovskij… solo per amore: l’evoluzione di Renato

Zerovskij renato zeroROMA – Dopo l’indiscusso successo della prima serata, Zerovskij ripete il sold out e stupisce ancora nella notte del 2 luglio.
Le note dell’orchestra riempiono il Foro Italico e la voce di Renato Zero accoglie i suoi fan: “Cari Sorcini, se eravate venuti per assistere alla solita performance nostalgica e rievocativa dei soliti brani di Renato siete fuori strada… Questa volta si tratta di ben altro!”.

Infatti, siamo di fronte ad un connubio di musica, prosa e cultura pop.

Sul palco prendono posizione 7 giovani attori che interpretano Adamo, Eva, Enne Enne, Amore, Odio, Vita-Morte e Tempo, in più vi è una voce fuori scena, quella di Dio. Lo spettacolo inizia con i due protagonisti biblici che, in vesti griffate, vengono cacciati dall’Eden, puniti per il loro opportunismo. Ed eccoci nella “Stazione Terra” in cui Adamo ed Eva trascinano una fila di valige e imprecano l’uno contro l’altro. Tutto, come sappiamo, per colpa di una mela.

Renato Zero, in veste di capostazione, interpreta in modo magistrale i brani del nuovo album, calandoli nel contesto della prosa e nel pieno rispetto dei tempi dell’orchestra e del coro. Ed è così che entrano man mano in scena il signor Figlio di nessuno, che si vede perso e senza prospettive di vita, il signor Tempo, che scandisce i ritmi veloci della vita moderna, i sentimenti del signor Odio e del signor Amore, su una sedia a rotelle, in veste di amore malato, la signora Morte, spesso temuta, ma talvolta desiderata come unica soluzione ai problemi esistenziali ormai divenuti insormontabili.

Alla fine, Adamo ed Eva, spogli di tutte le superflue infrastrutture, sconfiggono Morte con l’aiuto di Amore e del capostazione Zerovskij, che fa posto al figlio di Enne Enne, il quale finalmente ritrova il senso di esistenza e speranza in un futuro migliore.

La musica, la danza, il teatro vengono fusi sotto la direzione di Zerovskij.

La sua è una spinta di innovazione che sveglia gli spettatori insonnoliti, introducendoli in un musical artistico di critica sociale. Chi si aspettava la solita scaletta di canzoni anni 80-90 da urlare assieme può essere rimasto deluso. Solo due brani del vecchio repertorio sono stati ripresentati ( Motel e Potrebbe essere Dio).
Tuttavia, è indiscutibile: con i suoi 67 anni Renato Zero si è evoluto e, forse, non tutti i suoi fan Sorcini sono in grado di evolversi.
Eppure, la critica si è espressa: “Quasi tre ore di vera arte, bravo Renato”.

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