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A Roma, nel cortile di S.Ivo alla Sapienza, la musica è sotto le stelle

International Chamber EnsembleROMA – Anche quest’anno la stagione concertistica dell’International Chamber Ensemble può dirsi un successo. Numerosi i romani, ma anche i turisti che hanno partecipato alle serate di musica classica nel suggestivo cortile di Sant’Ivo alla Sapienza del Borromini, all’insegna di un programma originale, fatto di contaminazioni e di temi noti al grande pubblico.  Dal 13 luglio al 12 agosto, l’orchestra, creata nel 1980 da un’idea del musicista e maestro Francesco Carotenuto, ha suonato le indimenticabili musiche del cinema, Frank Sinatra e i Beatles, le note suggestive del tango e l’opera di George Gershwin. Un programma ricco, in grado di coinvolgere tutti, anche gli ascoltatori meno esperti.

È questo uno dei meriti dell’International Chamber Ensemble, un’entità davvero originale nel panorama musicale, che può contare al proprio interno su diverse formazioni: orchestra sinfonica, da camera, archi per repertori musicali molto vari, capaci di abbracciare registri diversi. Oltre alla stagione concertistica di Roma, l’associazione organizza spesso tournees all’estero, registra concerti per la RAI e per Radio Vaticana, oltre ad incidere cd e dvd.

Dal 1996 organizza periodicamente lo “Stage intensivo per giovani maestri d’orchestra”, tenuto dal maestro Carotenuto che vede la partecipazione di giovani da tutto il mondo.

Il lavoro dei musicisti dell’International Chamber Ensemble ha anche il merito di avvicinare alla musica, alle sonorità classiche, anche i profani. Accade così che nel concerto dell’11 agosto sulle note della colonna sonora del film Mission o del Gladiatore o del Padrino si potevano ammirare, rapiti dall’esecuzione, padri e figli, fidanzati, comitive di giovani, signore eleganti. Tutti sotto le stelle, ancora imbrigliate dall’afa notturna, a chiedere il bis del bis. E poi uscire, ritrovare i rumori dei bus e qualche brutta immagine del degrado romano e sentire nostalgia di quel cortile di musica e bellezza. Dei violini, dei fiati, degli archi in quell’architettura perfetta. Da tutto lontana.