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A La Spezia la formazione accogliente di Epale Indire

La Spezia – Secondo i dati Istat il 50% della popolazione adulta di chi arriva nel nostro Paese non raggiunge il requisito minimo di competenza per partecipare alla vita sociale, una situazione che si aggrava ancora di piu’ per chi arriva in condizione di migrante o di richiedente asilo.

I progressi ci sono stati basti pensare ai corsi gratuiti per l’apprendimento dell’italiano, da parte dei Centri provinciali di istruzione degli adulti (Cpia) e all’avvio di percorsi educativi necessari a collocarsi in maniera dignitosa nella societa’. La strada da percorrere pero’ e’ ancora molta, soprattutto nella formazione degli educatori.

In questo contesto si apre oggi  il seminario nazionale che si svolge presso la sala Dante del liceo Classico ‘L.Costa’ di La Spezia, organizzato dall’unita’ italiana Epale Indire, con il supporto del Cpia La Spezia, del Comune di La Spezia, della Caritas Diocesiana e del Dipartimento di Scienze della Formazione e Psicologia dell’Universita’ di Firenze. Una tre giorni, dal 14 al 16 settembre, dedicata all’educazione e alla formazione dei migranti e dei richiedenti protezione umanitaria che coinvolgera’ circa 130 partecipanti.

“Assieme all’amministrazione siamo ben lieti di aver dato il patrocinio del Comune a questo seminario- ha dichiarato Pierluigi Peracchini, sindaco di La Spezia- perche’ si rende necessario, nel periodo storico che stiamo attraversando, comprendere quali siano i migliori strumenti da utilizzare e le piu’ idonee sinergie da far emergere fra i diversi attori coinvolti nell’orientamento e nella prima formazione dei migranti. Siamo convinti che la solidarieta’ e la responsabilita’, coniugate insieme, rappresentino la chiave di volta fondamentale e che la politica non possa sottrarsi a questa sfida”.

Un’occasione per fare il punto della situazione, per approfondire il tema con l’ausilio di esperti e operatori del settore, cercando di focalizzare le nuove sfide poste al mondo educativo e cercare soluzioni efficaci da condividere. Si parlera’ delle sinergie necessarie tra i diversi attori coinvolti nell’orientamento e nella prima formazione dei migranti, della condivisione di pratiche di collaborazione tra i Cpia, i centri di accoglienza e le onlus per gestire la prima accoglienza e avviare percorsi integrati di educazione e alfabetizzazione linguistica.

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“Epale, la community per l’apprendimento degli adulti, torna ad occuparsi del tema dei migranti sotto l’aspetto educativo”. Ha dichiarato Lorenza Venturi, Capo unita’ Epale Italia. “A La Spezia- ha continuato- con oltre 150 esperti da tutta Italia si confronteranno su alcune buone pratiche da varie citta’ italiane per la redazione di un Manifesto della formazione accogliente. Crediamo che solo attraverso il lavoro di squadra fra tutti i soggetti operanti sul territorio si possano riconoscere le potenzialita’ del richiedente protezione internazionale, formare gli operatori dell’accoglienza e costruire una comunita’ accogliente, formata, informata e capace di ripensare e guidare il cambiamento”.

Il migrante come attore principale, protagonista con la sua storia individuale, ecco perche’ parte del seminario sara’ dedicata alla valorizzazione del suo patrimonio culturale. I partecipanti lavoreranno in gruppo coordinati da facilitatori e prenderanno parte ad un workshop di formazione sull’autobiografia. Nel corso della prima giornata oltre al racconto sull’esperienza di sistema dello Sprar di La Spezia, e’ stato presentato ‘DiMMi, Diari multimediali migranti’, una iniziativa che cerca di valorizzare il patrimonio culturale rappresentato dalla narrazione delle persone di origine straniera.

I partecipanti, durante il pomeriggio, hanno potuto assistere alla proiezioni de ‘I migrati’, un documentario sui migranti accolti in piccole localita’ degli Appennini realizzato e prodotto da un gruppo di persone con disabilita’ fisiche e mentali. Durante la tre giorni ci sara’ anche l’occasione per la proposta di un ‘Manifesto della formazione accogliente’, che sara’ il frutto dei risultati dei gruppi di lavoro del seminario. La speranza e’ che da qui possano nascere reti e sinergie operative, uno scambio di esperienze e la diffusione di buone pratiche attraverso la piattaforma Epale.