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Biella, il caso dell’uomo incinto: “Sono un ermafrodita”. Ma gli esperti sono scettici

uomo incintoROMA – Un 55enne di Mongrando, in provincia di Biella, sostiene di essere in dolce attesa.
Corrado R., “l’uomo incinto”, ha raccontato a La Nuova Provincia di Biella di essere ermafrodita, una condizione per cui un individuo sviluppa sia i gameti maschili che quelli femminili.
“Fino a cinque anni fa – ha spiegato – conducevo una vita normalissima”. Poi “un fortissimo mal di pancia al seguito del quale sono stato ricoverato al Pronto soccorso. Dopo aver sostenuto diversi esami, dall’ecografia alla Tac, ho scoperto di essere un ermafrodita, ovvero di avere due apparati genitali distinti”.

Uomo incinto per autofecondazione

L’uomo incinto spiega che “in termini semplici, un ovulo impazzito ha prodotto un’auto-ovulazione dando il via allo stato di gravidanza”.
Autofecondazione, dunque.

Corrado R., già padre di 3 figli fecondati “tradizionalmente”, sostiene di aver eseguito esami ed ecografie a conferma di quanto dichiarato.
Dalle analisi risulterebbe al quarto mese di gestazione. Tuttavia, secondo i medici è in atto una regressione fetale e la gravidanza potrebbe non giungere al termine.

L’esperto: autofecondazione impossibile

“Per quanto rari, casi di autofecondazione sono stati descritti nel regno animale, ma la maggior parte di essi, come nelle Ascidie si sono verificati in condizioni sperimentali”, spiega l’Enciclopedia Treccani sull’autofecondazione.

La Stampa ha intervistato Roberto Jura, ex primario di Ostetricia e Ginecologia all’ospedale di Biella,scettico sulla possibilità dell’autofecondazione.
“Di certo ci sono problemi endocrinologici e ormonali, ma da qui a dire che c’è un utero ed è gravido c’è differenza”, e conclude che “una gravidanza sarebbe forse possibile solo fecondando un ovulo artificialmente fuori per impiantarlo in un uomo che abbia una femminilizzazione dei tessuti pelvici”.

“Sono davvero incinto”

Sulla notizia è tornato a parlare Corrado R, sentitosi screditato da quello che scritto sui media.
“Vogliono farmi passare per un buffone – dice a La Nuova Provincia di Biella-. Da quando è uscita la notizia è in atto il tentativo di screditare tutto e tutti, compresi gli esiti degli esami e delle radiografie. Una vera vergogna, da denuncia”.

Il caso di Trystan Reese

Lo scorso giugno fece scalpore la notizia di un uomo di Portland, Trystan Reese, che ha partorito il suo primo figlio.
A differenza dell’uomo incinto di Biella, però, Trystan è un transgender.
Nato donna, ha scelto di diventare uomo mantenendo l’apparato riproduttivo femminile.

“Sto bene nel mio corpo di uomo transgender. Sono un uomo con un utero e ho la possibilità di portare un bambino dentro di me”, dichiarò ad un mese dal parto.

Per rimanere incinta Trystan smise di prendere testosterone e dopo cinque mesi dall’inizio dei tentativi, lui e il compagno Biff hanno scoperto di essere in dolce attesa.

Il loro bambino, Leo, è venuto alla luce nel luglio 2017.

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