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‘La gatta mammona’, storia di una trans vista dalla sua micia

ROMA – La vita di una trans e le storie degli uomini che la frequentano visti attraverso gli occhi della sua gatta, che osserva e ascolta. “La gatta mammona” è l’opera prima del regista partenopeo Paolo Cipolletta e racconta la storia di Moncherì, una transessuale che per sbarcare il lunario si prostituisce. Tra i suoi clienti un commissario di Polizia, uno studente e una donna sposata. Gianfranco Gallo, nei panni del poliziotto e Alessia Cinquegrana in quelli di Moncherì, sono i protagonisti della vicenda presentata ieri a Napoli.

“Quando ho letto la sceneggiatura de ‘La gatta mammona’ ho deciso che avrei trovato il tempo di girarla. Mi interessavano l’argomento, la psicologia dei personaggi e la possibilità di dare vita e volto ad una contraddizione, una di quelle con le quali siamo costretti a convivere. L’essere umano si destreggia tra quel che è e quel che gli chiedono di essere, l’affermazione è antica i riferimenti pirandelliani obbligatori, ma in quest’occasione mi si dava la chance di interpretarla e modernizzarla, di farla mia attraverso lo script del corto”. Spiega spiega l’attore Gianfranco Gallo. “Noi attori – continua Gallo – abbiamo il dovere, quando intravediamo del talento, di dare fiducia ai giovani. In questo caso Paolo Cipolletta ha ripagato la fiducia. Spero che non si avvilisca per la difficoltà di portare avanti le sue idee in un mondo difficile come quello del cinema”.

L’attore napoletano è nel cast del film “Palato Assoluto” insieme a Vinicio Marchioni, Valeria Solarino, Alessandro Haber con la regia di Francesco Falaschi (in uscita nel 2018) e in “Quasi Ricchi ” con Sergio Castellitto, Sabrina Ferilli, Valeria Fabrizi con la regia di Francesco Miccichè. Inoltre, dal 17 novembre su SKY va in onda Gomorra 3 dove Gallo vestirà ancora i panni di Giuseppe Avitabile. Alessia Cinquegrana, alla sua prima esperienza attoriale, è nota alla stampa nazionale per essere la prima trans ad aver ottenuto il riconoscimento di genere e quindi ad unirsi in matrimonio civile, senza cambiare sesso. “Paolo Cipolletta con la sua sceneggiatura è riuscito a toccare le corde del mio cuore. Nel personaggio che interpreto ho intravisto gran parte della storia di vita di noi trans e molti aspetti caratteriali che mi appartengono. Ma ‘La gatta mammona’ non è un docu-film sulla mia vita e questo rappresenta un’ulteriore opportunità per me. Per la prima volta – ha detto Cinquegrana – mi è stata data la possibilità di misurarmi nel ruolo di attrice e quindi essere giudicata per quello che faccio e non per quello che sono. Ringrazio Gianfranco Gallo che con la sua professionalità ed umanità mi ha dato tanto sul set. Girare questo film è stata una dell’esperienze più emozionanti della mia vita, ricordo ancora il pianto dell’ultimo ciak”.

Nel cortometraggio c’è “un’idea inquieta”: squarciare l’occhio dello spettatore, anche attraverso immagini crude e violente per aprirgli la mente “oltre le convenzioni sociali e le regole imposte dal vivere civile. E lo si fa, travalicando il limite del conscio e ponendolo dinanzi a quella oscurità recondita di pulsioni che smuovono l’agire umano, per consentirgli la ricerca della ‘verità'”. A sostenerlo il regista Paolo Cipolletta secondo cui, oltre a Moncherì, filo rosso del film e’ l’inconscio “nella sua continua relazione col vivere individuale e con la sua critica alle maschere dietro cui si celano i protagonisti. La gatta mammona sarà lo specchio in cui nessuno vorrà guardarsi”. A supporto dell’opera prima la collaborazione dell’associazione Transessuale Napoli. Tra gli attori in un cameo compare anche la vicepresidente dell’Atn, Loredana Rossi. “L’idea di fondo del film – ha dichiarato Rossi – è quella di guardare il mondo da una prospettiva diversa, dal basso, dalla parte di chi non ha paura di tentare di vivere. Finalmente le maschere cadono e noi assistiamo allo spettacolo al di la’ delle apparenze”. “La gatta mammona” sarà presentato al mercato internazionale del Festival Clermont Ferrand e allo short film market del Festival di Torino.