260 studenti scoprono enciclopedia con ‘Papà Gugol’

COLLEFERRO – Google e le enciclopedie possono andare d’accordo. Parola di Paolo Di Paolo, scrittore romano di romanzi, al suo quarto libro per ragazzi, che oggi ha incontrato 260 studenti dell’istituto comprensivo Colleferro 1 (plessi Carlo Urbani, Flora Barchiesi e Gpd) di Colleferro, in provincia di Roma, per parlare del suo ultimo successo edito da Bompiani e da lui stesso illustrato: ‘Papa’ Gugol’.

Un laboratorio di lettura, quello a cui hanno partecipato le quinte e alcune quarte della scuola elementare e le classi prime della medie, inserito nel progetto continuita’, pensato da docenti e dirigente scolastico per gettare un ponte tra i due ordini di scuola proprio attraverso i libri.

E anche di libri parla ‘Papa’ Gugol’, che racconta la storia di Carl ed Emilia, due bambini vicini di casa molto curiosi che si incontrano sul confine dei loro mondi: quello di Carl, che abita con i suoi nonni in una casa piena di oggetti ed un solo telecomando per la tv, e quello di Emilia, che vive con i suoi genitori ipertecnologici in una casa vuota con tanti telecomandi. I due bambini si scrutano e si parlano, finche’ Emilia invia un biglietto a Carl e riesce ad entrare nella casa dei nonni, in cui sogna di fare una ricerca su quegli strani oggetti che il suo nuovo vicino di casa chiama enciclopedie. Facendo finta che papa’ Gugol, che risponde a tutte le domande, anche le piu’ sciocche, sul suo telefonino, abbia deciso di far sciopero. Giradischi, libri, enciclopedie, lampadine, giornali, bambole, cappelli, videocassette, torte, polvere. Emilia scopre un mondo concreto che non conosce, fino alla sorpresa finale, che lascia a bocca aperta anche Carl: il nonno collabora con papa’ Gugol e lo aiuta a rispondere alle domande piu’ difficili.

Il mio libro e’ partito dalla messa a fuoco del concetto di motore di ricerca- spiega a diregiovani.it Paolo Di Paolo- E se fosse una sola persona a essere dietro a Google, che e’ il piu’ diffuso motore di ricerca? Se fosse un papa’ subissato dai perche’ di un figlio che coincide con i miliardi di esseri umani che ogni giorno si rivolgono ai motori di ricerca? Partendo da questo paradosso– spiega- ho costruito una storia in cui i perche’ dei bambini e degli umani si riversano su una sola figura, cercando di capire quanto oggi stiamo passando da un mondo analogico a un mondo digitale con molte ansie e molte paure, spesso contrapponendo troppo i due mondi. Quello che mi interessava– sottolinea- era raccontare ai bambini di questa ultima generazione, che sono ipernativi digitali, che il vecchio e il nuovo si possono integrare senza polarizzare e senza accentuare le ansie nei confronti della tecnologia“.

E, infatti, una delle domande dei piccoli lettori incontrati dall’autore e’ proprio: e’ possibile trovare un equilibrio tra comunicazione virtuale e reale, tra tecnologia e vita vera? “Oggi il virtuale e’ entrato dentro il reale e trovare un equilibrio e’ necessario– risponde lo scrittore de ‘La mucca volante’ e ‘Giacomo il signor Bambino’- Quello che vi posso dire e’ che quando da piccolo facevo le ricerche sull’enciclopedia ero sicuro che l’informazione fosse corretta, mentre su Google puo’ capitare di imbattersi in informazioni scorrette. Per questo bisogna navigare sulla rete attrezzati a capire cosa e’ giusto e cosa no, saper scegliere le informazioni che arrivano dagli strumenti tecnologici. Questo richiede un impegno maggiore di sfogliare un’enciclopedia“.

E l’enciclopedia, in effetti, per tanti nativi digitali resta un mistero: “Alcuni miei studenti non avevano mai visto un’enciclopedia– racconta a diregiovani.it la docente della scuola secondaria dell’i.c. Colleferro 1 Amalia Perfetti- Abbiamo rispolverato una vecchia Treccani e gli ho spiegato l’ordine alfabetico, le varie voci. Sono rimasti affascinati ed e’ stata la domanda piu’ curiosa“. “Scrivendo questo libro vuoi lanciare un messaggio a noi o ai nostri genitori?“, chiede un bambino. “Sicuramente volevo parlare a voi– spiega Di Paolo, che rivela di avere un altro libro in cantiere tutto dedicato a loro– Ma in realta’ e’ un messaggio anche ai vostri genitori, che devono darvi fiducia e assecondare la vostra facilita’ nell’uso della tecnologia, guidandovi ad utilizzarla con consapevolezza, senza mettere i due mondi, reale e virtuale, in contrapposizione“. Proprio come papa’ Gugol e il nonno, che solo insieme riescono a rispondere alle migliaia di perche’ che bambini e adulti continuano a domandare ai loro schermi touch.

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