Disney a tinte horror: i veri finali delle favole più amate

Disney a tinte horror: i veri finali delle favole più amate

E vissero felici e contenti… grazie alla Disney.
Una fabbrica dei sogni fondata quasi un secolo fa (16 ottobre 1923) grazie all’intuito di Walt e Roy Disney.

Alla casa di Topolino va il merito di aver regalato al mondo veri capolavori animati, prendendo in prestito i personaggi e le storie delle favole popolari. Stravolgendone, però, il finale.

Stupri, omicidi, cannibalismo, tortura.
Ecco alcuni esempi delle origini meno note e più inquietanti dei film Disney, quando “E vissero felici e contenti…” ancora non esisteva.

LA SIRENETTA

Finale Originale, Andersen: il principe sposa un’altra e la Sirenetta si suicida.
Finale Originale, Undine: il principe la tradisce e la protagonista lo uccide.

Il cartone animato della Disney si ispira all’omonima favola di Hans Christian Andersen.
Nella storia originale, Ariel non perde la voce, ma  la lingua.
Sacrificio vano: il principe si innamora di un’altra ragazza, spezzando il cuore della Sirenetta.
A questo punto il dilemma.

Se lei ucciderà il principe e lascerà gocciolare il suo sangue sui suoi piedi, tornerà sirena.
L’alternativa, che poi sarà la scelta di Ariel, è quella di suicidarsi, gettandosi in mare e trasformandosi in schiuma.

Questa è una storia nota a molti.
Ma quello che la maggior parte delle persone ignora, è che lo stesso Andersen, in realtà, ha preso ispirazione da un racconto chiamato Undine di Friedrich de la Motte Fouqué.

Un cavaliere sposa uno spirito d’acqua, Undine, che riesce a ottenere un’anima umana.
Ma c’è un “ma”. Se il marito farà un torto alla moglie, lei dovrà tornare al mare per sempre e lui dovrà morire.
Il cavaliere si riscopre innamorato dell’ex fidanzata, iniziando a trattare male Undine. Per le leggi degli spiriti d’acqua lei dovrà uccidere il marito: lo farà con un bacio mortale.


 


 

IL GOBBO DI NOTRE DAME

Finale originale: Quasimodo viene torturato, Esmeralda viene torturata e alla fine muoiono tutti.

Nel romanzo di Victor Hugo a cui si ispira il film Disney, Frollo adotta un bambino deforme, che chiamerà Quasimodo.
L’uomo è ossessionato dalla giovane e bella zingara Esmeralda, che farà rapire da Quasimodo.

Colto in flagrante e arrestato dal bel soldato Febo, il gobbo viene pubblicamente torturato e lasciato esposto alla gogna.

Febo ed Esmeralda si innamorano e hanno una notte di passione, scatenando la gelosia di Frollo che pugnala il ragazzo alle spalle e fugge nella notte.

Esmeralda è accusata di tentato omicidio: verrà torturata fino a quando non darà una falsa confessione. Imprigionata in un sotterraneo in attesa di impiccagione sarà salvata da Quasimodo e nascosta a Notre Dame, dove Frollo tenta di violentarla.

Il gobbo interviene per salvarla, ma Frollo riesce ad avere il sopravvento e a consegnarla alla giustizia.
Esmeralda viene impiccata e Quasimodo si vendica gettando Frollo dalle alture di Notre Dame.

Quasimodo troverà il cadavere di Esmeralda: morirà abbracciato al suo corpo.


 


 

CENERENTOLA

Finale originale: Cenerentola uccide la matrigna

Nella versione dei fratelli Grimm, le sorelle di Cenerentola, “belle ma dal cuore nero”, tentano di ingannare il principe.
Una sorella si taglia l’alluce in modo da potersi infilare la scarpetta, l’altra si affetta il tallone.

Come punizione per la loro crudeltà, gli uccelli beccano loro gli occhi.

Anche se questa è la versione più popolare della favola, non è la storia che ha ispirato la Disney. Il cartone animato di Cenerentola è basato su un racconto di Charles Perrault, pubblicato nel 1697, molto simile a quello Disney.
Tuttavia, entrambe le versioni di Perrault e Grimm contengono elementi de La Gatta Cenerentola, pubblicato nel 1634 da Giambattista Basile.

Cenerentola confida alla sua governante, apparentemente gentile, la crudeltà della sua matrigna.
La donna le consiglia di risolvere il problema e uccidere la matrigna.
Cenerentola lo farà rompendole il collo.

Dopo il matrimonio del padre con la governante, Cenerentola  diventerà la loro serva (da qui il soprannome di ‘Gatta Cenerentola’. In precedenza il suo nome era Zezolla).
Il resto della storia va avanti come la tradizionale favola e, nonostante l’incipit sanguinoso, ha un lieto fine a tutto tondo. Ma è bello sapere che Cenerentola non è stata sempre così innocente.


 


 

BIANCANEVE

Finale originale: Biancaneve è torturata e trasformata in schiava

Nella fiaba dei fratelli Grimm, la regina ordina a un cacciatore di riportare i polmoni e il fegato di Biancaneve come prova della morte della principessa.

Il cacciatore riporta le viscere di un maiale, che la regina divora avidamente.

La Regina cerca di uccidere Biancaneve tre volte: prima le stringe il corsetto talmente stretto da farla svenire.

Poi le spazzola i capelli con un pettine avvelenato, che la fa cadere in un sonno simile alla morte. I nani rimuoveranno il pettine per farla risvegliare.

Infine, la regina avvelena una mela che Biancaneve mangia, portandola in uno stato di morte apparente.

I nani ripongono il suo cadavere in una bara di vetro. Un principe la troverà, decidendo di portarla a casa con lui.

Mentre la bara viene spostata, il pezzo di mela cade dalla gola di Biancaneve permettendole di svegliarsi.

Al matrimonio, la Regina viene costretta a ballare fino alla morte indossando scarpe di ferro bollenti.

Le idee prese in prestito dai Grimm per la loro storia vengono da un racconto chiamato “La schiavottella”, scritto da Giambattista Basile nel 1634.

In questa storia, su una bambina grava una maledizione che la porterà a morire al suo settimo anno di vita.
Al compimento di sette anni, un pettine si conficca nel cranio della ragazza, uccidendola apparentemente.
La madre la mette in una “matrioska” di sette bare di cristallo e la nasconde in una camera nel castello.

La donna affida la chiave della stanza al fratello, zio della bambina, dicendogli di non aprire la porta, finendo per morire di dolore.

La moglie del fratello si impossessa della chiave, apre la porta e trova una bellissima giovane donna dentro le bare di vetro. Biancaneve non era morta e ha continuato a crescere mentre dormiva.

Pensando che il marito stia mantenendo la ragazza chiusa in camera per avere rapporti con lei, la trascina fuori per i capelli, rimuovendo il pettine e rompendo l’incantesimo.

La donna le taglia la chioma fluente e la frusta a sangue con i suoi stessi capelli.
Fa poi della ragazza la sua schiava, maltrattandola ogni giorno.

La ragazza decide di uccidersi, ma prima di farlo, racconta la sua storia a una bambola.
Suo zio ascolta e la trama si rivela. Caccia quindi la moglie, cura la nipote, e poi la dà in moglie ad un uomo ricco.


 


 

POCAHONTAS

Finale originale: Pocahontas viene rapita, violentata e uccisa

Il film Disney sulla bella indiana d’America si basa su documenti esistenti, ma falsificati, della colonia inglese in Virginia.
Pocahontas aveva solo dieci anni quando Smith entrò in contatto con i Powhetan.

E’ vero che fu catturato dalla tribù, ma nel suo racconto originale Smith riferisce di essere stato trattato molto gentilmente.
Solo molti anni dopo, quando il nome di Pocahontas divenne noto in Inghilterra, Smith inventò la storia di come lei lo salvò dall’esecuzione.

In verità, quando Pocahontas aveva diciassette anni, fu catturata dagli inglesi e trattenuta per il riscatto.
Suo marito Kokoum fu ucciso e lei fu violentata ripetutamente e messa incinta.
Fu convertita al cristianesimo, battezzata Rebecca, e data in sposa a un coltivatore di tabacco inglese di nome John Rolfe per far apparire la gravidanza legittima.

Nel 1615 si trasferirono in Inghilterra e Pocahontas fu presentata al pubblico come un simbolo della “Virginia selvaggia” domata.

Dopo due anni, iniziarono il loro viaggio di ritorno verso casa in Virginia, quando Pocahontas improvvisamente cominciò a rimettere violentemente dopo cena, in preda alle convulsioni.
La morte fu dolorosa.
Resoconti storici inglesi ipotizzano fosse malata di polmonite, tubercolosi, o anche vaiolo.

Tuttavia, nel libro “La vera storia di Pocahontas; L’altro lato della storia” di Linwood Custalow e Angela L. Daniel, si pensa che durante il tempo trascorso in Inghilterra, Pocahontas apprese delle intenzioni inglesi di cancellare le tribù indiane e appropriarsi delle loro terre.

Per paura che rivelasse le strategie politiche, fu pianificato e messo in atto il suo omicidio, avvelenandola prima che potesse riferire ciò che aveva saputo.
Aveva solo 22 anni quando è morta.


 


LA BELLA ADDORMENTATA NEL BOSCO

Finale originale: il re abusa della bella addormentata che verrà svegliata 9 mesi dopo dal figlio nato dalla violenza

Il racconto di Giambattista Basile del 1634 può dirsi ispirazioni delle moderne versioni della fiaba “La bella addormentata” così come la conosciamo, inclusa la versione di Perrault del 1697.

Nella storia originale, il sonno di Aurora è causato da una scheggia di lino. Ma qui non c’è alcun principe e nessun bacio.

Un re la trova e la stupra, per poi tornare nel suo regno.
La bella addormentata, ancora vittima del suo sonno, rimane incinta e dà alla luce due gemelli.
Uno di loro le succhia il dito, tirando fuori la scheggia e rompendo l’incantesimo.
Dopo una serie di peripezie, il re che aveva abusato di lei, la ritrova e la sposa.

Fine.

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