Il mistero di Stonehenge: alcune pietre stavano lì prima degli umani (ma gli alieni non c’entrano)

Una nuova ricerca sostiene di aver trovato un tassello fondamentale del puzzle

ROMA – Non basta lo scorrere del tempo per risolvere il mistero di Stonehenge.
Cinque mila anni dopo la sua costruzione, il sito neolitico più famoso del mondo resta ancora un enigma.

Tuttavia, una nuova ricerca sostiene di aver trovato un tassello fondamentale del puzzle.
Alcune pietre di Stonehenge potrebbero essere state lì ancor prima che gli umani vi arrivassero.

I misteri di Stonehenge

Tra i tanti misteri che avvolgono Stonehenge, uno in particolare è all’attenzione degli scienziati da diverse decadi.
Perché trascinare massicci blocchi di pietra (sarsen) proprio in quel luogo?

In un articolo pubblicato sulla rivista British Archaeology, l’archeologo Mike Pitts speiga che due delle più grandi lastre di arenaria – conosciute come la pietra del tallone e la pietra 16 – sembrano essere già state sul posto per migliaia – o addirittura milioni – di anni prima che gli umani le trovassero.

La più grande pietra di Stonehenge, la pietra del tallone, pesa 60 tonnellate e non è stata lavorata come molte altre pietre.
Inoltre, durante alcuni scavi, Pitts ha trovato una fossa abbastanza grande da fargli pensare fosse l’originale collocazione della lastra.
Abbastanza vicina da poter essere spostata dagli esseri umani per erigere il sito che noi oggi conosciamo.

Durante ulteriori scavi, ha trovato le prove di un altro buco nelle immediate vicinanze della pietra 16.

Dunque, cosa spinse le persone a trascinare le altre pietre in quel luogo?

Sembra che la risposta risieda nell’orientamento iniziale delle due lastre, allineate con l’alba durante il solstizio d’estate e il tramonto durante il solstizio d’inverno.