‘Uguaglianza nella diversità’, premiati studenti vincitori

VENOSA – Una reinterpretazione di ‘Piazza Grande’ di Lucio Dalla. E’ con un video in cui i ragazzi hanno cantato il grande successo del cantautore bolognese che il liceo classico ‘Adolfo Pansini’ di Napoli si sono aggiudicati i 1.000 euro in palio per il primo premio dell’XI edizione di ‘Uguaglianza nella diversita” Premio Tomaso Viglione.

Il concorso nazionale coinvolge le scuole di ogni ordine e grado ed e’ promosso dal Centro di riabilitazione e formazione professionale dei Padri Trinitari di Venosa e Bernalda, in Basilicata, dalla famiglia Viglione e dall’Associazione dei genitori degli ospiti dell’istituto e della Domus, per diffondere tra i giovani una maggiore sensibilita’ verso le persone con disabilita’, specie intellettiva, e verso i loro diritti.

La cerimonia di premiazione si e’ svolta nell’auditorium ‘Tomaso Viglione’ dell’istituto dei Padri Trinitari alla presenza della senatrice Paola Binetti, del sindaco di Venosa Tommaso Gammone, del ministro provinciale dei Padri Trinitari Padre Luigi Buccarello, del ministro generale dell’Ordine SS. Trinita’ Padre Jose Narlaly e del cardiologo e coordinatore Campania per le malattie rare Giuseppe Limongelli. Un’occasione per ricordare la figura di Tomaso Viglione, psicologo attivo per quarant’anni nella struttura, ma soprattutto per valorizzare i lavori degli studenti, in un momento di confronto che si e’ tenuto in uno dei luoghi simbolo dell’accoglienza e cura delle persone con disabilita’ dell’intero Mezzogiorno.

E sono stati proprio loro, i ragazzi del centro, a dare il benvenuto alle dieci scuole ospiti e ai relatori con l’Inno di Mameli, suonato da un organico d’eccezione, quello della ‘Banda senza problemi’, che, diretta dal maestro Donato Elefante, ha proseguito l’esibizione con l”Inno alla Gioia’ di Beethoven e ‘When the saints go marching in’. “Sono stati valutati tanti lavori e abbiamo constatato l’impegno degli studenti nel guardare alla disabilita’ in modo differente- ha dichiarato in apertura il sindaco Gammone- Gli ospiti dell’istituto fanno parte della comunita’ di Venosa, sono nostri cittadini e io mi sento il sindaco anche di questi ragazzi e, in quanto primo cittadino, esprimo quello che la cittadinanza di Venosa sente verso di loro e verso i padri trinitari, nostro fiore all’occhiello in tema di solidarieta’ e accoglienza”.

“Abbiamo passato momenti difficili, ma non vogliamo fermarci- ha spiegato Padre Luigi Buccarello, oggi rettore della struttura- Ci siamo sentiti feriti, ma vogliamo ripartire dall’uguaglianza nella diversita’ e dalle parole del dottor Viglione, da una casa aperta, soprattutto ai giovani attraverso il volontariato e l’inclusione, offerte anche dall’alternanza scuola-lavoro”. Un premio che nell’edizione del prossimo anno si arricchira’ di una sezione dedicata ai giovani ricercatori, un concorso di idee perche’ “attraverso la scienza e la creativita’ si possano trovare strade nuove per stare vicino a questi ragazzi”. E protagonisti di una nuova interpretazione del messaggio del dottor Viglione sono stati proprio gli studenti, che hanno messo a lavoro la propria creativita’ per presentare la disabilita’ come veicolo di arricchimento per tutti. E’ il caso degli alunni dell’istituto comprensivo ‘Marconi-Carella-P.a.m. Losito’ di Canosa di Puglia, in provincia di Barletta-Andria-Trani, che si sono aggiudicati il secondo premio (500 euro) raccontando in un video l’epopea di Zeroica, con gli zeroidi, schiavizzati, derisi e isolati dai cifroidi, che poi si accorgono del loro potere straordinario racchiuso in una “forza enorme chiamata amore”.

O come gli studenti dell’istituto comprensivo di Govone, in provincia di Cuneo, che hanno reinterpretato il vecchio ‘Indovina chi’ trasformandolo in ‘Indovina chi e’ diverso’. La diversita’ e’ stata anche al centro dell’intervento di Limongelli, che ha raccontato la sua esperienza di genitore di un ragazzo con un disturbo dello spettro autistico, vissuta anche nella veste di medico, e ha restituito il senso di “sovvertimento della quotidianita’” subito dopo la diagnosi. Una condizione, quella dei genitori di bambini autistici, vissuta come necessita’ di andare incontro alla disabilita’, attraverso quello che Binetti chiama “un cambio di prospettiva”, in cui il ‘non sai fare’ viene ribaltato nell’ottica del ‘cosa sai fare’.

“Non possiamo valutare una persona per cio’ che non sa fare- ha sottolineato Binetti- dobbiamo cambiare prospettiva e concentrarci su cio’ che una persona, con disabilita’ e non, e’ in grado di fare. Questo deve diventare il nuovo approccio antropologico alle relazioni”. Un modus operandi possibile solo attraverso l’assunzione di ‘educatori laureati’, in grado di garantire un servizio adeguato alle esigenze delle persone con disabilita’. In questa direzione guarda l’istituto dei Padri Trinitari, come ha riaffermato in chiusura il ministro generale dell’Ordine Padre Jose Narlaly: “Guardiamo sempre avanti per offrire un servizio di qualita’. Una societa’ che trascura i diritti dei diversamente abili non e’ sana ne’ civile. Il vero progresso di una societa’- ha concluso- e’ tenere conto dei diritti di tutti”.