È morto Philip Roth, Pulitzer per Pastorale americana

È morto Philip Roth, Pulitzer per Pastorale americana

Dopo l’annuncio fatto dal New Yorker, a confermare la notizia è stato l’agente dello scrittore, Andrew Wylie

ROMA – Si è spento all’età di 85 anni lo scrittore americano Philip Roth.
Dopo l’annuncio fatto dal New Yorker, a confermare la notizia è stato l’agente dello scrittore, Andrew Wylie.
Nato in New Jersey nel 1933, durante la sua carriera Roth ha raccontato l’America con tutti i suoi pregi e i suoi difetti, usando uno stile scorretto e talmente irriverente da risultare molto scomodo alla giuria dei Nobel che, nonostante le varie candidature, non lo ha mai insignito del prestigioso riconoscimento.

La Newark ebrea piccolo borghese è la città nella quale cresce e si forma culturalmente. Talmente forte è il legame con la capitale del New Jersey che diventerà lo sfondo di quella che è chiamata la Trilogia americana composta da tre dei romanzi che lo hanno portato sulla ribalta mondiale: Pastorale americana (1997), Ho sposato un comunista (1998) e La macchia umana (2000).

La sua carriera di scrittore è racchiusa in 31 libri di cui l’ultimo pubblicato nel 2010.
Nel novembre di 2 anni dopo annunciò che avrebbe smesso di scrivere perché riteneva di non avere più “la vitalità mentale e la forza fisica necessarie a sostenere un attacco creativo di qualsiasi durata”.

Pastorale americana

Roth fu insignito del premio Pulitzer per il romanzo Pastorale americana del quale l’attore scozzese Ewan McGregor, alla sua prima esperienza dietro una macchina da presa, ne ha recentemente diretto l’adattamento cinematografico. Nonostante le critiche non molto positive che accusano il regista di aver raccontato una versione “debole” della storia, McGregor ha riferito: “I produttori hanno ricevuto una mail da Philip Roth in cui ha detto che il film gli è piaciuto molto e questo mi fa pensare che abbiamo raggiunto l’obiettivo, almeno lo spero”. Dai romanzi di Roth sono stati tratti otto adattamenti cinematografici e numerosi copioni per il teatro. 

Durante un’intervista rilasciata nel gennaio di quest’anno, l’autore aveva dichiarato: “È stupefacente trovarmi ancora qui, alla fine di ogni giornata. Andare a letto di notte e pensare sorridendo che “ho vissuto un altro giorno”. E poi è stupefacente risvegliarsi otto ore dopo e vedere che è la mattina di un nuovo giorno, e sono sempre qui.”