Che cosa ci siamo fatti, Briga presenta il suo album più personale

Che cosa ci siamo fatti, Briga presenta il suo album più personale

briga intervistaROMA – L’album del cambiamento, quello più personale e intimo. È la “confessione” di Briga, Che cosa ci siamo fatti, negli store dal 1° giugno. Un disco variegato che, però, con le sue 11 tracce, racconta un tema comune: l’incapacità relazionale dei ragazzi, le loro insicurezze. “Esperienze di quotidiano, di vita vissuta che possono essere riconducibili a tutti quanti”. Così Briga porta nella sua musica tutto se stesso: un ragazzo di 29 anni come tutti gli altri. 

Amore, privacy e social

A diregiovani.it, Mattia ha raccontato il lavoro che lo ha portato a scrivere Che cosa ci siamo fatti. Un lavoro che è stato un viaggio emotivo, partito dal suo romanzo,“Novocaina – Una storia d’amore e di autocombustione”. Briga così passa dall’analisi delle relazioni moderne nella title track all’amore “destinato a finire” di Negli occhi tuoi, dedicata a una persona in particolare la cui identità rimane nascosta. Non perché Briga voglia celarsi ai suoi fan ma perché “cerco sempre di mantenere qualcosa per me, alla gente non deve interessare cosa faccio nella mia vita privata e con chi passo il tempo”. L’ex Amici canta le esperienze della sua vita, delle persone a lui care, lasciandosi uno spazio in cui nessuno può entrare e che, proprio per questo, acquista valore.

La dimensione privata prima di tutto, insomma. Un modo di fare ed essere che Briga esprime anche in Ti piace ancora, qui?, traccia numero 10 del disco. Nel descrivere l’attaccamento dei suoi coetanei alla realtà virtuale, il cantante rigetta l’isolamento che ne deriva. “Con i social io ho un rapporto esclusivamente di lavoro – ci ha spiegato Briga -. Mi sono fatto Facebook e Twitter perché ho firmato un contratto discografico che lo imponeva ma io sono uno che pubblica poco. Ho Instagram da 5 anni e solo 1000 foto pubblicate”briga intervista

Noi due nel cuore del nord Europa, senza una lira e una piazza vuota, tu che dicesti amore ho freddo, nascondimi nel tuo maglione’

Briga torna a parlare di amore in Dopo di noi, nemmeno il cielo, la traccia che più si discosta dalle altre della tracklist. “È l’unica produzione affidata a due produttori hip hop della scena italiana che sono gli Enemies, cioè Yoshimitsu e Manusso, con cui ho collaborato parecchie volte in passato. La canzone parla della mia ragazza del liceo e ed è dedicata a un ricordo bellissimo legato al nostro primo viaggio a Amsterdam. Ricordo che non avevamo una lira e per spendere di meno prendemmo un aereo per Rotterdam. Quando dovevamo tornare in Italia, avevamo il volo da Rotterdam alle 7 del mattino quindi dovevamo stare in aeroporto alle 5 ma da Amsterdam, alle 4, non c’erano treni. Abbiamo dovuto prendere l’ultimo treno della notte, conviti di passare una nottata in un aeroporto pieno di negozi aperti. Invece, a mezzanotte e mezza non c’era niente. L’aeroporto stava chiudendo. Abbiamo trovato un letto matrimoniale in esposizione e ci siamo messi a dormire. Il senso è quello e la frase che lo riassume è: ‘Noi due nel cuore del nord Europa, senza una lira e una piazza vuota, tu che dicesti amore ho freddo, nascondimi nel tuo maglione’. L’immagine di un amore adolescenziale e bellissimo“. 

Che cosa ci siamo fatti è così una sorta di terapia e vale la pena ascoltarlo per capire il vero Briga! Per incontrarlo, invece, il cantante sarà in giro per l’Italia nel suo instore tour al via dal 1° giugno.

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