Costituzione e leggi razziali, studenti al Consiglio di Stato

Costituzione e leggi razziali, studenti al Consiglio di Stato

ROMA – Pluralismo, uguaglianza e una legalita’ che non sia mera conformita’ alle norme, ma legata ai diritti di ciascun cittadino. Il senso e la storia della Costituzione italiana rivivono oggi, alla vigilia della festa della Repubblica, negli interventi del presidente del Consiglio di Stato Alessandro Pajno, della presidente dell’Unione delle comunita’ ebraiche Noemi Di Segni e nella testimonianza di Pupa Garribba, sopravvissuta alla Shoah, che nella cornice di Palazzo Spada hanno incontrato 150 studenti di tutta Italia in una giornata dedicata ai 70 anni della nostra Carta costituzionale e al ricordo degli 80 anni dall’introduzione delle leggi razziali in Italia.

L’evento, organizzato dal Consiglio di Stato in collaborazione con il ministero dell’Istruzione e la Comunita’ ebraica, e’ stato aperto dagli inni europeo ed italiano, suonati dalla banda dell’Arma dei carabinieri nel cortile del palazzo. I palazzi della giustizia amministrativa hanno aperto le porte ai giovani “per ricordare e festeggiare i valori che stanno a fondamento del nostro stare insieme in Italia, soprattutto i valori della Costituzione“, dichiara a margine il presidente Pajno, che precisa: “Quest’anno ricorrono due anniversari importanti. Uno lieto, i 70 anni della nostra Carta costituzionale; e uno triste, quello degli 80 anni dalle leggi razziali in Italia. Abbiamo deciso di ricordarli entrambi perche’ sono legati da un filo importante. La Costituzione nasce anche per evitare che situazioni come quella delle leggi razziali possano riprodursi nuovamente“. Un concetto ribadito anche nel saluto di apertura, in cui Pajno ha ricordato che la nostra Carta e’ figlia del voto del 2 giugno del 1946, quando l’Italia, con la prima volta del voto alle donne, scelse la Repubblica “fondata sul principio democratico“.

Dobbiamo ricordare che la Costituzione nasce da un pluralismo di scelte e voci, dalla sofferenza, perche’ la giustizia e la legalita’ non sono legate solo alla conformita’ delle norme“, spiega il presidente del Consiglio di Stato, che aggiunge: “Il tessuto connettivo dell’Unione europea e’ costituito dalle tradizioni costituzionali di tutti i Paesi che la compongono. Negare l’Europa significa negare la nostra storia personale, le nostre radici“. Una Costituzione che ci aiuta a capire “cio’ che e’ vera legalita’, da cio’ che e’ falsa legalita’“, sottolinea Pajno, come le leggi razziali del ’38, su cui il fascismo ha costruito “silenziosamente una macchina amministrativa fatta di circolari e atti amministrativi, esaminati a prescindere dal loro contenuto, una macchina dell’obbedienza“.

Primo Levi, Pietro Calamandrei, Nedo Fiano. Le voci di alcuni dei principali sopravvissuti e testimoni della Shoah e dei protagonisti della fase costituente, interpretate tra gli altri dall’attore Ennio Fantastichini, si sono alternate a quelle dei ragazzi, premiati nel corso della cerimonia per i lavori presentati nell’ambito del concorso bandito dal Miur in accordo con il Segretariato Generale della Giustizia amministrativa ‘Senza memoria non c’e’ futuro’, rivolto agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado.

Ad essere selezionati sono stati i lavori di sette istituti:

– ‘Artom’ di Torino, con la storia a fumetti di Elena Ottolenghi;
– il comprensivo di Taverna, con il video ‘Voci di un dolore mai sopito’;
– il comprensivo di Palazzolo Acreide, con un video sulla storia di Ethan, un bambino coinvolto nella Shoah;
– il ‘Nitti’ di Portici, con tre manifesti sul razzismo;
– il comprensivo ‘Cuoco’ di Petacciato, con il fumetto ‘Liberta’ e uguaglianza, i colori della vita’;
– il liceo coreutico ‘Delfico’ di Teramo, con una videointervista doppia a due ragazzi, di cui una ebrea, ai tempi delle leggi razziali;
– il comprensivo viale Vega di Ostia, con il manifesto ‘La costituzione e’ come il pane: nutrimento vitale, principi fondamentali’.

L’essenziale e’ che le istituzioni abbiano consapevolezza di cosa sia stata la loro storia quando erano allora protagoniste di scelte che son state fatte in negativo, per quanto riguarda le leggi razziali, e in positivo, per quanto riguarda la Costituzione– commenta all’agenzia Dire Di Segni- e che questo sia anche oggi un segnale: essere istituzioni presenti, responsabili, attente, riconosciute e consapevoli del loro ruolo“. La manifestazione si e’ chiusa sulle note di ‘Bella ciao’ e dell’inno di Mameli del coro delle voci bianche dell’istituto comprensivo ‘Virgilio’ di Roma.

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