#FuturaBrindisi, la scuola si trasforma ma resta al centro

#FuturaBrindisi, la scuola si trasforma ma resta al centro

BRINDISI – “Non esiste la scuola digitale, esiste la scuola”. Così l’ex ministro dell’istruzione, ora presidente della Fondazione San Paolo, Francesco Profumo in occasione della presentazione del libro: “Leadership per l’innovazione nella scuola” a #FuturaBrindisi la tre giorni per il piano nazionale scuola digitale. Un libro scritto a più mani da esponenti del mondo dell’istruzione e dell’università, incentrato sull’uso delle nuove tecnologie nell’apprendimento.

“Nel libro ho descritto quello che ritengo sia un buon modello, il nostro modello, quello del Majorana- esordisce la professoressa Rosa Palmizio dell’istituto brindisino – La forza è la squadra, come in questo libro, dove c’è il contributo di ognuno di noi. Il metodo del Majorana è quello di lasciare i ragazzi liberi di esprimere i propri talenti. Possiamo riuscirci solo se remiamo tutti dalla stessa parte”.

L’analisi di Rosa Bottino, ricercatrice del Cnr, invece, si concentra più sulla storia dell’approccio alla tecnologia nella scuola. “All’inizio il piano nazionale di informatica, quello di 30 anni fa, puntò a inserire l’ora d’informatica dentro quelle di matematica. Oggi siamo dell’idea che serva una pluralità di approcci. Le nuove tecnologie richiedono metodologie diverse, ci vogliono competenze diverse, uso della rete in modo responsabile e critico. La rete ormai è fondamentale sia per docenti che per gli studenti”.

Secondo il preside del Majorana, Salvatore Giuliano, invece la chiave non è nel riformare la scuola per riformarla ma di trasformarla: “La scuola, sovente, ha subito le riforme dall’alto, normalmente non ha mai prodotto un grande risultato. Moltospesso nelle istituzioni scolastiche ci sono buone pratiche, casi di successo. Vanno presi a modello”. Secondo il Preside, infatti, andrebbe abbandonata la pratica di inserire nuove discipline per clamore mediatico con il leitmotiv “sarebbe opportuno inserire un’ora di…”, questo perché “i ragazzi di oggi sono già diversi rispetto ai loro coetanei di tre anni più grandi, quindi dovremmo riflettere sul come, più che sul cosa”, conclude.

La ricetta per Giovanni Biondi, presidente Indire, parte dal basso: “Al ministero possiamo accelerare o decelerare, l’innovazione si crea proprio quando ci sono i leader che sanno interpretare la volontà di tutti”.

Conclude gli interventi Francesco Profumo: “Per me nella scuola ci sono i registi, i dirigenti e i direttori d’orchestra, i docenti. Io non credo sia possibile cambiare sempre, dobbiamo prenderci il tempo per riflettere sui cambiamenti, valutare le sperimentazioni e prendere le buone pratiche. La scuola cambia, innova sempre ma quello che conta è che rimanga al centro”.