Josiah and the Bonnevilles debuttano in Italia. L’intervista alla promessa del folk

ROMA – 29 anni, di Morristown (Tennessee) e una passione per il folk. È Josiah Leming, cantautore. Ai nostri microfoni, ha presentato il suo nuovo progetto Josiah and the Bonevilles che lo vede rinnovarsi insieme alla sua band. 

josiah and the bonevillesInnamorato dell’Italia, Josiah è tornato nel nostro paese per aprire i concerti di LP, sua grande amica, e presentare la sua musica al pubblico nostrano. Lo scorso marzo, dopo vari EP, è uscito il primo album realizzato insieme alla sua band, On Trial. 

La musica di Josiah attraversa gli altopiani e i deserti statunitensi, alimentandosi di un miscuglio che è fatto di folk e blues, di appartenenza geografica e di deviazioni contemporanee, sempre con una punta di malinconia. Forse merito o colpa di una vita artistica che è cominciata presto, con il piano che ha scoperto a otto anni e la necessità di mantenere una famiglia numerosa. 

A fare compagnia alla voce e alla chitarra di Josiah i Bonnevilles. Nel nuovo disco, che mette a fuoco le storie di ieri e quelle di oggi, si snodano una decina di canzoni in cui le radici (Back To Tennessee, Please), un po’ di struggimento (London) e una notevole capacità di arrivare senza divagazioni al cuore del pezzo, sono assolutamente convincenti e soprattutto contagiose.

Canzoni corali, all’occasione (Appalachia), oppure scabre (Emily), dirette, anche lancinanti, se serve. La release italiana è accompagnata dal videoclip Swing, dove Josiah si presenta come un traveller, un girovago contemporaneo: dai treni di Woody Guthrie al retro di una macchina, mentre la musica mette in fila cinquant’anni di suoni che giocano con la frontiera e il rock.

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