Zen sul ghiaccio sottile, bullismo e ricerca di sé nell'opera prima di Margherita Ferri

Zen sul ghiaccio sottile, bullismo e ricerca di sé nell’opera prima di Margherita Ferri

Sarà presentato oggi in prima mondiale alla 75esima Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia nell’ambito del prestigioso Biennale College Cinema, Zen sul ghiaccio sottile, l’opera prima della giovane regista (classe 1984) Margherita Ferri, prodotta da Articolture e distribuita da Istituto Luce Cinecittà.

Già vincitore di una menzione speciale al Premio Solinas – Storie per il Cinema, è il film italiano sostenuto per il 2017/2018 da Biennale College Cinema, l’attività strategica della Fondazione Biennale di Venezia rivolta alla formazione di giovani film-maker di tutto il mondo. Un laboratorio produttivo che negli ultimi sei anni ha permesso la realizzazione di oltre 20 lungometraggi di giovani talenti, e oramai un valore assodato nel riconoscimento di nuovi autori, linguaggi e narrazioni, che portano nuova linfa al cinema contemporaneo.

Lo conferma questo debutto, che porta con uno sguardo fresco, vivido e colorato un pugno di temi forti e sensibili: l’identità di genere, il bullismo e la discriminazione, la sessualità, la ricerca di un sé autentico.

Il tutto con le armi di un film coming of age, i corpi di due attrici, Eleonora Conti e Susanna Acchiardi al debutto sullo schermo, il paesaggio attonito e poetico delle aree interne della profonda provincia italiana, tra le geometrie e i simbolismi di una pista da hockey. 

IL FILM

Maia, detta ZEN, è una sedicenne irrequieta e solitaria che vive in un piccolo paese dell’Appennino emiliano. È l’unica femmina della squadra di hockey locale e i suoi compagni non perdono occasione di bullizzarla per il suo essere maschiaccio.

Quando Vanessa – l’intrigante e confusa fidanzata di un giocatore della squadra – scappa di casa e si nasconde nel rifugio della madre di Maia, tra le due nasce un legame e Maia riesce per la prima volta a confidare a qualcuno i dubbi sulla propria identità.

Entrambe spinte dal bisogno di uscire dai ruoli che la piccola comunità le ha forzate a interpretare, Maia e Vanessa iniziano così un percorso alla ricerca della propria identità e sessualità, liquide e inquiete come solo l’adolescenza sa essere.