Strage di elefanti in Botswana: scoperte 87 carcasse mutilate

Circa 90 carcasse di elefanti orribilmente mutilate sono state rinvenute nei pressi di una riserva in Botswana. Una strage senza precedenti che dimostra come il bracconaggio abbia raggiunto livelli di drammatica pericolosità. La riserva del Delta dell’Okavango dove sono stati rinvenuti i resti degli elefanti uccisi è stata, fino ad oggi, un vero e proprio santuario per gli ultimi pachidermi africani. In un secolo abbiamo perso più del 90% degli elefanti e quelli che rimangono vanno protetti con assoluta determinazione.

La scomparsa degli elefanti, così come si sta profilando, rappresenta uno dei crimini più ingiusti ed efferati contro gli altri animali, perpetuato dall’uomo.
Ogni anno, il bracconaggio uccide circa 20.000 esemplari di elefanti africani a causa del commercio illegale di avorio, alimentato dalla criminalità organizzata globale e incrementato dalla grande domanda proveniente dai paesi asiatici. Solo negli ultimi dieci anni, gli elefanti africani sono diminuiti di oltre il 20%.

La situazione appare ancora più drammatica se si guarda alle foreste africane: in quattro paesi dell’Africa centrale, le popolazioni di Elefante di foresta sono diminuite di circa il 66% negli ultimi 8 anni. Triste il primato alla Selous Game Reserve (inserita dall’Unesco tra le aree World Heritage a rischio) con oltre il 90% degli elefanti sterminati negli ultimi 40 anni a causa dell’aumento del bracconaggio. Qui, la popolazione è passata dai 110.000 agli attuali 15.200 individui.