Elogio della parola. A Venezia il secondo dei sei seminari sul rinnovamento del curricolo del liceo classico

Elogio della parola. A Venezia il secondo dei sei seminari sul rinnovamento del curricolo del liceo classico

VENEZIA – La ragione tra natura, cultura, tecnologia. Elogio della parola: apprendimento e competenze nelle lingue. E’ questo il titolo del secondo dei 6 seminari territoriali per il rinnovo del curricolo scolastico dei licei classici e la valorizzazione della cultura umanistica, che si è tenuto stamattina 15 ottobre presso l’Università Ca’ Foscari e presso il Liceo Marco Polo di Venezia.

L’evento, organizzato grazie al sostegno dell’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto, si pone in continuità con un omonimo seminario nazionale tenutosi a maggio 2018 a Roma e si colloca nell’ambito del progetto per il rinnovamento del curricolo dei licei classici, promosso dalla Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici del Miur d’intesa con la Rete Nazionale dei Licei Classici.

Durante la mattinata nella Sala Trentin di Palazzo Ca’ Dolfin hanno preso la parola per i saluti istituzionali Ricciarda Ricorda prorettrice alla didattica dell’Università Ca’ Foscari, Giovannella Cresci direttrice del Dipartimento di Studi Umanistici dell’ateneo veneziano, Francesca Altienier dirigente dell’USR Veneto e Vittore Pecchini dirigente scolastico del Liceo Marco Polo.

A seguire, gli interventi di Augusta Celada membro della cabina di regia nazionale MIURDGOSV e del collega Massimo Esposito della Direzione Ordinamenti Scolastici del MIUR hanno messo a fuoco l’importanza di “ridare alla cultura umanistica la funzione di unificatore dei saperi che ha avuto in passato ma che negli ultimi 70 anni, a seguito della specializzazione dei saperi, ha perso”. Così Augusta Celada, secondo la quale il rinnovamento non sarebbe altro che “la ripresa della cifra identitaria del liceo classico”. Massimo Esposito, dando seguito a queste riflessioni e concentrandosi sul “come” dell’innovazione didattica e metodologica, ha esposto il progetto istituzionale del “Portale della Rete Nazionale dei Licei Classici”, nato nel 2016 proprio con l’idea di creare “una comunità […], uno spazio virtuale in cui contattarsi e scambiarsi esperienze. Vedere quello che fanno i colleghi è interessante, si imparano cose nuove e si evita di ripetere errori”. Sul sito del portale sono disponibili le istruzioni per associarsi a questa rete che include già 900 scuole.

Attore in questo campo di interventi è la Rete Nazionale dei Licei Classici, qui rappresentata dalle dirigenti scolastiche Elisa Colella e Chiara Alpestre, rispettivamente preside della scuola capofila della rete liceo classico Cutelli di Catania, e preside del liceo Massimo d’Azeglio di Torino nonché responsabile di una delle 4 macroaree, quella Nord, di cui si compone la rete.
La RNLC è stata costituita ufficialmente il 21 aprile 2016 e attualmente conta 324 istituti iscritti. In un clima di scambio continuo, la RNLC si pone gli obiettivi statutari di condividere, promuovere, formulare, collaborare, realizzare, esperienze innovative, proposte, buone pratiche, iniziative pubbliche, seminari territoriali col MIUR e gli USR, favorire azioni di orientamento degli studenti, promuovere esperienze di alternanza scuola-lavoro. Con le parole della dirigente Alpestre: “Prima dell’esistenza delle rete ci sentivamo molto isolati e molto poco pronti ad analizzarci. Con la rete siamo entrati in una dimensione di apertura di finestre, di comunicazione, di confronto, senza egoismi di parte. Un carattere di comunità che è merito anche della preside Colella, una persona che unisce”.

 

Nella seconda parte della mattinata il folto pubblico di docenti ha assistito alle relazioni di sei docenti universitari, coordinati da Caterina Carpinato, docente di lingua e letteratura neogreca nella Università ospite: Anna Cardinaletti, linguista alla Ca’ Foscari; Paolo Mastandrea e Martina Venuti del medesimo ateneo; Paolo Cesaretti, bizantinista e grecista dell’Università di Bergamo; Giuseppe Zanetto, grecista dell’Università degli Studi di Milano; Luigi Perissinotto, filosofo del linguaggio presso la Ca’ Foscari.
Se si volesse cercare un minimo comune denominatore tra i contributi dei sei studiosi si potrebbe individuare nell’invito unanime ad appassionare tutti gli studenti e le studentesse (compresi quelli affetti da disturbi di apprendimento per i quali sono studiate tecniche apposite, come relazionato da Anna Cardinaletti), allo studio delle lingue, sia quelle cosiddette “concluse” come il latino e il greco perché lì risiedono al contempo le radici della identità e della storia italiana e le opportunità rappresentante dalle sfide del futuro, sia quelle straniere in un’ottica di costruzione della cittadinanza globale dentro le dinamiche della rivoluzione digitale.

Ad esempio, spiega Martina Venuti, ci sono testi classici come quelli di Isidoro di Siviglia che permettono di indagare il tema dell’affidabilità e del controllo della fonte, le cosiddette fake news. Altri che ricordano come i più importanti testi scientifici, le scoperte di Copernico o Galileo, sono statti scritti e hanno circolato in latino e così i più importanti trattati, come il Trattato di Westfalia. E poi, per stare al passo con le tecnologie, sono stati realizzati molti siti internet che mettono a disposizione testi e autori latini, di prosa e poesia.

Per non parlare del greco “macchina del pensiero occidentale”, come definito dal prof. Cesaretti, il quale induce a riflettere su quanti termini di origine greca formino il linguaggio scientifico e medico moderno ma anche l’italiano quotidiano, colloquiale: “ad esempio le icone sul nostro computer sono un inno alla matrice classica su cui intrattenere gli studenti specie di liceo classico”

Nel pomeriggio l’intervento del professore Riccardo Pozzo dell’Università di Verona ha preceduto i lavori di quattro tavoli tematici. Pozzo ha voluto sottolineare come “Kant è un filosofo che ha valore unificante perché ha parlato per primo di migrazione, globalizzazione, di stato di diritto e quindi indirizzerà il nostro dibattito futuro su cittadinanza globale, diritti, accoglienza. Quindi è importante far studiare Kant ai nostri studenti”.

Non a caso, uno dei tavoli tematici ha riguardato lo sviluppo della competenza globale dello studente partendo da alcune grandi domande di orientamento: come lavorare sulla comunicazione interculturale? Come far assumere un atteggiamento di relativismo culturale? Come porsi problemi di rilevanza globale nel lavoro con gli studenti? Il rinnovamento del curricolo classico evidentemente non può prescindere anche da una sua internazionalizzazione.

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