Disabilità, lo sport come strumento di inclusione

Disabilità, lo sport come strumento di inclusione

ROMA – Lo sport come strumento di inclusione, come arma per vincere le proprie paure e come mezzo per costruirsi un nuovo domani. Gli atleti del comitato paralimpico italiano, ospiti questa mattina nell’aula magna dell’Istituto Tommaso Salvini di Roma, hanno incontrato una platea di giovani per parlare di scuola, disabilita’ e inclusione. “Per questi ragazzi la scuola deve rappresentare la possibilità di raggiungere traguardi possibili– ha commentato il dirigente scolastico dell’istituto, Roberto Gueli, all’agenzia di stampa Dire- La presenza di queste persone porta un grandissimo valore, e nelle classi dove ci sono studenti con disabilità tutto il gruppo ne ha giovato in termini di partecipazione“.

Davanti ai ragazzi, gli atleti raccontano le loro esperienze personali e il percorso che li ha portati ad avvicinarsi allo sport. Carlo Di Giusto, atleta paralimpico e allenatore di pallacanestro italiano, parla delle ore di educazione fisica passate in classe lontano dai compagni, e di come lo sport su carrozzina abbia cambiato non solo il modo di vivere la sua disabilità ma anche il rapporto con gli altri. Mentre Oxana Corso, vincitrice di 2 medaglie d’argento alle Paralimpiadi di Londra 2012 nella corsa 100 e 200 metri, vorrebbe essere considerata semplicemente un’atleta: “La nostra società deve parlare di sport senza distinzione– dice ai ragazzi- noi siamo atleti come gli altri“.

Gli studenti ascoltano le testimonianze degli sportivi, fanno domande e si commuovono davanti alle immagini delle Olimpiadi paralimpiche di Londra 2012 e Rio 2016. “Questa è una giornata importante perché non succede spesso di parlare di questi argomenti- aggiunge Antonio Mancuso, coordinatore regionale di educazione fisica e sportiva dell’Usr Lazio- dobbiamo lavorare per concordare e percorrere delle strade che diano a tutti possibilità di arrivare a obiettivi importanti e possibili. Ognuno deve raggiungere i propri risultati sulla base delle proprie capacità“.

A raccontare la propria esperienza anche Veronica Tartaglia, pluricampionessa italiana di scherma non vedenti. Per tutti gli atleti, lo sport e’ stata la chiave per superare le difficoltà fisiche ed emotive e creare una sinergia con gli altri. “Queste attività hanno un’alta funzione educativa nelle classi– commenta Tereza Zotta, Consigliere delegato all’edilizia scolastica della Citta’ metropolitana di Roma Capitale- lo sport favorisce la collaborazione e l’interazione con persone che hanno voglia di mettersi in gioco e competere, e questo è sempre positivo per i ragazzi“. Quindi spazio allo sport nella seconda parte della mattinata, quando i ragazzi si sono spostati nei campi sportivi per le esibizioni di badminton, bocce, calcio a 5, sitting volley e tennistavolo.