Liceo quadriennale, la parola ai ragazzi del Vico di Napoli

Liceo quadriennale, la parola ai ragazzi del Vico di Napoli

ROMA – Intimoriti, spaventati dal carico di studio ma soprattutto entusiasti ed orgogliosi di far parte di un nuovo progetto. Si descrivono cosi’ i ragazzi della 1Q del liceo ‘Giambattista Vico’ di Napoli, che affronteranno il loro percorso liceale in soli quattro anni, con indirizzo classico Cambridge 2.0. Una sperimentazione, quella dei licei quadriennali, che quest’anno coinvolgera’ 192 scuole sparse in tutta Italia, tra statali (127) e paritarie (65).

“Il timore piu’ grande e’ di non sopportare i ritmi di studio- dicono Elisabella e Raffaella, per le quali l’avventura del liceo quadriennale e’ iniziata a settembre- ma i ragazzi piu’ grandi, i professori e il dirigente scolastico ci hanno infuso tanta serenita’”. La voglia di imparare e relazionarsi con una didattica innovativa supera le paure dei giovani studenti: “So che mi dovro’ impegnare- racconta Alessio- ma non ho ne’ paure ne’ ansie riguardo allo studio, mi deconcentrano, e qui ci vuole la massima concentrazione”.

Per favorire uno studio piu’ efficace, il nuovo indirizzo prevede l’uso di una didattica digitale e del metodo IGCSE Cambridge per le materie scientifiche. Un approccio che rende piu’ coinvolgenti anche le lingue classiche. “Ci siamo affacciati da poco a questo nuovo utilizzo del digitale, ma siamo entusiasti di questa scelta perche’ troviamo pratico l’uso didattico di tecnologie che utilizziamo quotidianamente”- prosegue Alessio, che ha scelto di puntare su un percorso dal respiro internazionale. La dirigente scolastica dell’istituto, Maria Clotilde Paisio, si definisce orgogliosa ma anche ansiosa, perche’ si tratta di “una sfida ardua” ma anche di “una grande iniezione di gioventu’ per me e per tutta la scuola”.

I ragazzi della 1Q hanno parlato della loro esperienza sul giornale online ‘La scuola fa notizia’, descrivendo i loro stati d’animo e raccogliendo le impressioni dei loro professori. Anche tra i docenti aleggia la paura di non riuscire a portare a termine i programmi, ma la maggior parte di loro e’ pronta a mettersi in gioco. Una spinta positiva per il professore di greco Felice Coppola e’ “trovare nuove metodologie per ‘catturare’ i ragazzi di oggi, gia’ abituati a gestire questi mezzi informatici”. Per Bianca Iaccarino, docente di italiano, la sfida e’ “dimostrare che insieme si puo’ e che questo quadriennale e’ una possibilita’, non e’ l’unica strada, ma e’ una possibilita’”.

Tanta voglia di fare, dunque, anche da parte dei docenti, che si definiscono ottimisti sui risultati della sperimentazione. “È un’apertura, uno sguardo verso l’Europa a cio’ che c’e’ fuori dai nostri confini territoriali e culturali- dice la vicepreside dell’istituto Sandra Santomauro- e’ un aprirsi al mondo e guardare con gli occhi di chi ci crede, si mette in gioco e sfida”.