Al via 'Lezioni su Europa' di Sapienza-Tor Vergata-Roma Tre

Al via ‘Lezioni su Europa’ di Sapienza-Tor Vergata-Roma Tre

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ROMA – Si avvicinano le elezioni europee 2019 e le università di Roma si uniscono per preparare al voto i giovani studenti. Sapienza, Roma Tre e Tor Vergata hanno organizzato una serie di incontri per il mese di marzo, un ciclo dal nome ‘Lezioni aperte sull’Europa: storia, economia, scienze, cultura’ rivolte a tutti gli iscritti dei tre atenei e il primo appuntamento si è svolto oggi al dipartimento di Giurisprudenza dell’università degli studi Roma Tre.

L’iniziativa ha lo scopo di favorire il consolidamento di una consapevole cultura europea, trattando alcuni dei principali versanti sui quali hanno inciso le politiche dell’Ue. Le prossime elezioni europee infatti avranno una rilevanza particolare per tutti gli Stati membri: la maretta creata tra il governo italiano e Bruxelles sulla legge di Bilancio, le prime votazioni senza la presenza del Regno Unito, ma soprattutto tutte le forze politiche sovraniste ed euroscettiche che puntano a fare il pieno di voti, ribaltando cosi’ i rapporti di forza in seno al Parlamento europeo e, di conseguenza, nella Commissione, fanno da cornice al prossimo richiamo comunitario al voto.

L’affluenza a questo primo appuntamento ci riempie di gioia– ha detto Luca Pietromarchi, rettore dell’università degli studi Roma Tre, aprendo la lezione- Ci rivolgiamo ai nostri studenti come a un’unica comunità studentesca romana e forse e’ una delle prime volte che ci federiamo per rispondere a quella che riteniamo un’esigenza primaria, quella di docenti destinati a dare un’informazione distesa, completa, articolata sull’Europa in un tempo in cui l’informazione viaggia sui canali della frammentazione, della velocità e della superficialità. Riteniamo che Europa sia un fatto complesso, molto articolato, che pesca le sue radici nel dramma della storia del ‘900 e che questa realtà necessiti di un pensiero articolato, di una comprensione lenta, di una consapevolezza più profonda. Crediamo in un’Europa unita, crediamo nel sentimento definito dal presidente francese Macron ‘della tragedia’ e vogliamo che gli studenti ne abbiano consapevolezza“.

La parola poi è stata passata al professore Eugenio Gaudio, rettore della Sapienza, che dopo aver ribadito l’importanza dell’iniziativa ha spiegato che “l’Europa è un lungo progetto di pace, che fonda le sue radici in un periodo drammatico, e da uno dei punti più bassi della storia grandi personaggi di intelletto vollero creare un’Unione europea di pace e di civiltà. Vogliamo un’Europa di cultura, di conoscenza e di pace e per farlo e’ necessario che ciò è stato voluto dai nostri nonni, quello che i giovani vivono nelle università europee diventi una realtà sempre più forte e consolidata: un mondo sempre più internazionalizzato in cui la cultura europea sia un faro che proietti la sua luce nel mondo. Noi come persone di cultura, dedite alla formazione e alla ricerca abbiamo ritenuto di dover mettere a disposizione le nostre responsabilità in questo ciclo di appuntamenti“.

L’Europa è una grande risorsa, e noi non possiamo permetterci di sprecarla. C’è molto da migliorare ma non c’è dubbio che quello sia il nostro futuro. Questa idea segna, in un’ottica europea, quella che deve essere l’azione dell’università, quella dell’unità“, ha aggiunto poi Claudio Franchini, prorettore vicario dell’università degli studi di Tor Vergata. Successivamente il professore Giovanni Serges, direttore del dipartimento di Giurisprudenza, ha introdotto la vera e propria lezione del professore Giovanni Pitruzzella, avvocato generale alla Corte di giustizia dell’Unione europea.

È un grande onore per me essere qui– ha detto Pitruzzella- ringrazio i tre atenei ma soprattutto gli studenti, perché la loro presenza numerosa attesta come proprio le giovani generazioni abbiano consapevolezza dell’importanza che l’Europa ha per il loro futuro. Qui il mio ruolo è di spiegare l’Europa dei mercati e dell’Europa dei diritti, due espressioni dentro le quali si celano delle esperienze giuridiche, economiche, dei concetti e delle idee che sono molto importanti. Mettere in relazione l’Europa dei diritti con quella dei mercati significa andare al cuore dell’identità europea. Oggi è frequente sentir dire che bisogna cambiare l’Europa, ma dobbiamo mettere in discussione l’identità costituzionale dell’Europa, o adeguare le politiche pubbliche che di volta in volta fa a un contesto che, rispetto alle origini, è mutato? Infatti, è entrato in crisi l’ordine politico ed economico che si era costruito dopo la seconda guerra mondiale. Si sente parlare spesso di società in cui sono aumentate le disuguaglianze, in cui è cresciuto il senso di insicurezza e di fronte all’insicurezza generale molto cercano l’abbraccio caloroso dell’identità nazionale, come risposta a questa difficoltà di incertezza del futuro. Si crea così una riscoperta del nazionalismo. In tutto questo come si colloca l’Unione europea? Ha alimentato il fondamentalismo di mercato, oppure nella sua identità è un modello di relazioni molto più ricche tra la democrazia, il mercato e le libertà? Dobbiamo andare a chiederci se la scelta dell’Europa di mercato è incompatibile con la tutela dei diritti oppure no“. 

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