Riva: "Crystal Ball" è il nuovo singolo del trio napoletano

Riva: “Crystal Ball” è il nuovo singolo del trio napoletano

Un brano coraggioso e multiforme che guarda al cantautorato italiano e al sound elettronico che da anni si mischia col pop internazionale
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Roma – Esce oggi Crystal Ball, il nuovo singolo dei Riva pubblicato da Suonivisioni in licenza esclusiva a Oyez!. A un anno di distanza dal loro brano di partenza Ossa, la band napoletana pubblica una nuova canzone che presenta al meglio la direzione musicale intrapresa e che si svilupperà nei prossimi mesi con ulteriori singoli e un EP.

Partendo da un beat grezzo e da pochi appunti per un testo, i Riva hanno composto un brano coraggioso e multiforme, che guarda tanto al cantautorato italiano quanto e soprattutto al sound elettronico che da anni si mischia col pop internazionale, apprendendo dalla lezione di Flume, James Blake o Frank Ocean. Il risultato è una canzone personale ed emotivamente coinvolgente, capace di raccontare lo smarrimento di un’età di transizione e definizione come i trent’anni e la difficoltà di restare aggrappati a una società che ci vuole sempre performanti. 

Protagonista di Crystal Ball – il cui titolo è ispirato al gioco di pasta di gomma – è una coppia che cammina lungo un marciapiede di domenica mattina e scava dentro se stessa, trovando nel confronto e nel dialogo l’unica soluzione per non affogare nel caos dell’ordinarietà.

Così Simone racconta la scrittura di Crystal Ball:
«È una canzone che parla di confusione: il ritornello è costruito proprio per dare la sensazione di trovarsi in mezzo a una festa confusa piena di gente.

Personalmente sono le parole che ho scritto con più difficoltà da quando faccio canzoni; infatti ci ho messo un po’ per tirare fuori quello che avevo dentro. In questo mi hanno aiutato anche Stefano e Flavio, infatti il pezzo lo abbiamo chiuso in studio una notte del dicembre scorso in cui ognuno di noi si è praticamente raccontato.

Il titolo è un chiaro riferimento al gioco di pasta di gomma che ha spopolato negli anni ’80 e ’90. L’ho sempre associato, oltre che all’idea di festa, a qualcosa di tossico, infatti mi ricordo negli anni passati alcune discussioni nate sulla composizione della pasta colorata.»

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