Alternanza e Europa, progetti 'Cespi' curati da licei classici

Alternanza e Europa, progetti ‘Cespi’ curati da licei classici

Fassino: "C'è scarsa conoscenza di attività UE, obiettivo è recuperare gap"
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ROMA – Alternanza scuola lavoro e Unione europea. Due settori in crisi negli ultimi tempi: ridimensionato dall’attuale esecutivo il primo, ostile a buona parte delle nuove generazioni la seconda. Il Cespi (Centro studi di politica internazionale) li ha ‘uniti’ coinvolgendo 4 scuole italiane con, appunto, progetti di alternanza legati alle politiche europee.

I 4 licei calssici – il Talete, il Tacito e il Manara di Roma e il Pitagora di Rende (Cs) – li hanno presentati oggi a Roma alla presenza del presidente del Cespi, Piero Fassino.

Obiettivo dei progetti:
– approfondire la conoscenza che gli studenti hanno delle politiche europee; consentire agli studenti di acquisire conoscenze di base dell’architettura dell’Ue;
– confrontarsi sul campo sul tema della trasformazione della comunicazione in epoca social;
– seguire l’iter di una notizia in tutte le sue fasi, in particolare nel contesto della politica estera e europea.

Per questo sono state visitate alcune importanti redazioni di testate nazionali. Inoltre, insieme al progetto e’ stato presentato uno studio a cura del Cespi che mostra come i progetti legati all’Unione europea facciano fatica ad essere veicolati da media e scuole e ad essere recepiti dai giovani.

Qualche esempio: ben l’89% dei ragazzi non segue sui social pagine legate all’Ue, il 95% non ha visitato le istituzioni europee e l’unico progetto europeo di cui le nuove generazioni sono davvero a conoscenza e’ Erasmus+.

“Il progetto- ha detto Piero Fassino all’agenzia Dire- ha la finalità di far conoscere l’Europa ai giovani. C’è da recuperare un gap sapendo che l’Ue fa politiche da cui dipende molto il destino dei giovani. Si è utilizzato lo spazio dell’alternanza scuola-lavoro, perché è uno strumento dedicato anche ad attività di ricerca e da questa attività i ragazzi hanno ricavato molte conoscenze che prima non avevano. E questo conferma anche l’efficacia dello strumento dell’alternanza”. 

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