La Tour Eiffel apre 130 anni fa: curiosità e aneddoti sul simbolo di Parigi

La Tour Eiffel apre 130 anni fa: curiosità e aneddoti sul simbolo di Parigi

30 marzo 1889, l'ultimo rivetto viene avvitato. Dopo due anni, due mesi e cinque giorni, la Tour Eiffel è finalmente completata
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

30 marzo 1889, l’ultimo rivetto viene avvitato.
Dopo due anni, due mesi e cinque giorni, la Tour Eiffel è finalmente completata.
L’apertura ufficiale al pubblico sarà il 6 maggio dello stesso anno, durante l’Esposizione Universale di Parigi. Il monumento, oggi simbolo della Francia, è visitato ogni anno da più di 7 milioni di persone.
Per celebrare il suo anniversario, ecco 5 curiosità sulla Tour Eiffel.


1. LA TORRE IN CIFRE
tour eiffel
La Torre di 300 metri“, come viene chiamata all’epoca della sua costruzione, è il monumento dei record.
50 designer realizzano 5.300 disegni di 80 x100 cm e più di 4000 m² di schizzi.
30.000 m3 di materiale di scavo vengono rimossi per preparare il terreno.
132 lavoratori assemblano 18.038 pezzi di ferro e 2.500.000 rivetti in 20 mila ore di lavoro.
Il peso del telaio è di 7300 tonnellate.
Dalla sua apertura ad oggi, i suoi 1792 gradini sono stati calpestati da oltre 250 milioni di persone.
Raggiunge i 324 metri d’altezza dopo l’installazione dell’antenna televisiva.
E’ l’edificio più alto del mondo fino al 14 marzo 1930, quando viene superato dal Chrysler Building di New York.

2. DA “TORRE DI 300 METRI” A TOUR EIFFEL
parigi-tour-eiffel-compie-126-anni
L’opera emblematica di Parigi deve ovviamente il suo nome all’architetto che si assunse il rischio della sua costruzione, Gustave Eiffel.
Originariamente programmata per durare solo 20 anni, è stata salvata grazie agli esperimenti scientifici voluti dal suo creatore.
Quest’ultimo ha favorito le prime trasmissioni di telecomunicazioni: i segnali radio dalla Torre al Pantheon nel 1898, la stazione radiofonica militare nel 1903, la prima radio pubblica nel 1925, poi la televisione TNT di recente.
Dal Capodanno del 2000 sulla torre sono installati quattro potenti fari ruotanti che, coprendo ciascuno un arco di 180°, illuminano ogni sera tutta Parigi.

3. L’UOMO CHE VENDETTE LA TOUR EIFFEL
Victor Lustig torre eiffel
Nel marzo 1925, il truffatore Victor Lustig si imbatté in un articolo che descriveva le difficoltà dello Stato nel mantenere la Torre Eiffel.
Il genio della truffa prese al balzo l’occasione.
Dopo essersi procurato dei falsi documenti governativi, si spacciò per un rappresentante del ministero incaricato di vendere la Torre.
Convocò in privato sei commercianti di materiali ferrosi di Francia ai quali spiegò che il governo aveva intenzione di smantellare la Torre e rivenderne i pezzi, il tutto in massima segretezza.
La vittima del suo raggiro fu Andre Poisson.
Una volta presi i soldi, Lustig si affretterà a fuggire.
Arrestato nel 1934, il truffatore avrebbe mantenuto nella sua cella una cartolina della Torre Eiffel, su cui era scritto “venduta per 100.000 franchi.”
La sua è considerata una delle truffe più famose della storia.

4. IL VOLO DALLA TORRE
tour eiffel
Franz Reichelt era un noto inventore austriaco, famoso anche come sarto.
La mattina del 4 febbraio 1912 decise di testare la sua nuova invenzione, un mantello paracadute, gettandosi dal primo piano della Torre Eiffel a 60m da terra.
Ma l’esperimento non andò a buon fine.
Il paracadute non si aprì e Reichelt si sfracellò al suolo, formando un cratere di quasi venti centimetri di profondità sul terreno.
Tuttavia, l’autopsia rivelò che l’uomo era morto prima di toccare terra per un attacco cardiaco qualche secondo prima dell’impatto.

5. NIENTE ASCENSORE PER HITLER
tour eiffel
Nel 1940, durante la seconda guerra mondiale, Adolf Hitler si recò a  Parigi, visitando le opere e i luoghi simbolo della città.
Nel suo tour una delle tappe fu proprio la Torre Eiffel.
I francesi allora decisero di disattivare gli ascensori in modo da costringere il fuhrer a salire 1792 gradini a piedi.
Il governo giustificò il malfunzionamento dicendo che, durante la guerra, era impossibile trovare il pezzo di ricambio.
Purtroppo il “dispetto” non riuscì completamente nell’intento: Hitler infatti decise di rimanere a terra.
Poche ore dopo la partenza dei Nazisti, gli ascensori funzionarono di nuovo.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

Le notizie del sito diregiovani sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «diregiovani.it» e l'indirizzo “ www.diregiovani.it