Bologna, al liceo 'Minghetti' classi aperte per i nuovi alunni

Bologna, al liceo ‘Minghetti’ classi aperte per i nuovi alunni

Laboratori e attività di ripasso per le matricole
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BOLOGNA – A Bologna non tutte le scuole hanno aperto oggi. Il liceo ‘Minghetti’ infatti si è popolato anzitempo di giovanissimi studenti, grazie al progetto ‘Scuole aperte’. Organizzato dal Comune di Bologna e dall’Istituzione Educazione Scuola ‘Giovanni Sedioli’, che hanno contribuito anche economicamente alla realizzazione delle attività, questa iniziativa era rivolta a ragazze e ragazzi dagli 11 ai 16 anni frequentanti le istituzioni scolastiche cittadine.

Nello specifico per quanto riguarda il liceo ‘Minghetti’, il progetto era rivolto esclusivamente a studentesse e studenti che frequentano da quest’anno la classe IV ginnasiale (primo anno di corso) del ‘Minghetti’ nell’anno scolastico 2019/20. E così si sono ritrovati nelle scorse settimane, venticinque giovanissimi, a svolgere attività laboratoriali, sportive, artistiche, giochi di matematica. Hanno frequentato la terza media ma non sembrano in soggezione di fronte ai nuovi docenti, con cui hanno familiarizzato per due settimane, e in quegli ambienti scolastici per loro nuovi.

A diregiovani.it hanno raccontato che le attività di italiano, inglese e arte erano tutte collegate da un unico filo conduttore: la bestia, intesa come archetipo che nella storia ha rappresentato in vari modi le paure più profonde degli esseri umani, prendendo le forme antropomorfe di soggetti letterari celebri (il minotauro, le sirene, medusa, solo per citare alcuni degli esempi più eclatanti).

Le attività dei laboratori di matematica invece erano mirate a un ripasso, attraverso il gioco, degli elementi fondamentali all’inizi del nuovo programma: minimo comune multiplo, minimo comune divisore, massimo comune divisore e così via. Ma soprattutto, questi ragazzi hanno fatto amicizia. Alcuni saranno in classe insieme e, a partire da oggi, condivideranno le stesse identiche esperienze scolastiche. Altri saranno in classi diverse ma quando si incontreranno nei corridoi si conosceranno già e potranno socializzare più facilmente.

Mentre i loro coetanei si godevano gli ultimi giorni di vacanza, questi ragazzi si portavano avanti con il lavoro, “grazie anche e soprattutto- spiega Marianna Guglielmo, professoressa di arte che ha realizzato il relativo laboratorio- alla disponibilità e collaborazione di una parte del personale docente e di alcuni collaboratori scolastici”. 

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