Nuove tendenze: il Fashion Rental per consolidare il proprio stile

Nuove tendenze: il Fashion Rental per consolidare il proprio stile

Un’interessante risposta alle nostre esigenze di indossare dettagli più o meno costosi a prezzi contenuti aiutando a far emergere il nostro stile
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“La moda può essere comprata lo stile bisogna averlo”

(Edna Woolman Chase)

ROMA – L’esigenza di emergere e di comunicare all’esterno un’identità definita e chiara sembra ricoprire un ruolo importante ai nostri giorni molto più che in passato. La visibilità, l’originalità su ‘come presentarci’ all’esterno spinge ognuno di noi a trovare nuove forme per apparire e trovare uno stile unico e non convenzionale. In questa cornice, il fashion rental si pone come un’interessante risposta alle nostre esigenze di indossare dettagli più o meno costosi a prezzi contenuti aiutando a far emergere il nostro stile.

Il fashion rental – come modello strutturato – nasce intorno al 2009 grazie a Rent the Runway, un sito e-commerce americano fondato da Jennifer Hyman e Jennifer Fleiss (la prima attualmente considerata una delle 100 persone più influenti del 2019 secondo il TIME). Secondo le analisi di mercato condotte da GlobalData Retail, il valore del rental market ammonta solo nel 2018 ad un miliardo con una tendenza all’ incremento annuale del 20%.

Come funziona? Ci si collega online in uno dei siti di fashion rental esistenti, si apre un account, si naviga tra i capi di abbigliamento che più ci piacciono e si affittano. Una volta specificato dove farsi recapitare il pacco con i capi o accessori di preferenza, potrai avere la libertà di provarli, indossarli o rifiutarli e quindi mandarli indietro. Il servizio include una sottoscrizione mensile o annuale al portale nonché lavaggio dei capi una volta utilizzati.

I vantaggi del fashion rental sono diversi e non solo a livello di risparmio (capi da indossare per andare a lavorare o per un’occasione speciale) ma soprattutto a livello etico ed ambientale.
In base alle ricerche scientifiche recentemente pubblicate (fonte: Mintel 2019) il mercato del commercio al dettaglio si pone al secondo posto come fonte di inquinamento globale (secondo solo al petrolio) in opposizione al fashion rental la cui sostenibilità ambientale sembra un obbiettivo più facile da perseguire.
Il mensile Fortune ha sollevato recentemente qualche dubbio in merito a tale affermazione e suggerisce di monitorare l’andamento del settore nei prossimi anni per verificarne l’impatto reale ambientale.

Al momento questi i vantaggi per entrambi consumatori e brands:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il panorama internazionale del settore è ampio spaziando tra Europa, Asia e America.

Le realtà esistenti di fashion rental sono tante e rispondono alle più diverse esigenze di pubblico (ex: vestiti pre-maman, bambini, abiti da lavoro, cerimonia e streetwear) senza dimenticare le taglie forti come Gwymie Bee e Fashion To Figure. H&M e The Westfield Group hanno altresì messo in agenda la possibilità di lanciare altrettanti servizi rental in un immediato futuro.

Allo stato attuale il pubblico femminile è il target preferito ma Scotch & Soda hanno già annunciato il lancio del noleggio vestiti ed accessori per uomini per questo autunno.

Vale la pena menzionare che siti come HURR Collective rispetto agli altri fashion rentals vi danno la possibilità di poter affittare i vostri vestiti mettendovi direttamente in contatto con i vostri potenziali clienti potendo guadagnare da questa attività di noleggio diretto.

Qui di seguito la lista dei più importanti e conosciuti fashion rental disponibili nei tre continenti per agevolarvi nel caso in cui vi trovaste all’estero. Purtroppo, la location condiziona il servizio di consegna per cui controllate attentamente le aree di spedizione.


Vestirsi con stile e alla moda non è più appannaggio di pochi e non avete scuse per non mostrarvi al meglio a lavoro e nel tempo libero.

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