Cyberbullismo e pericoli del web: parlano gli esperti

Cyberbullismo e pericoli del web: parlano gli esperti

A 'Informatici senza frontiere' ragazzi e ragazze a lezione con Onlus Isf
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ROMA – I pericoli del web sono molteplici: cyberbullismo, phishing e bufale sono solo alcune delle problematiche che possiamo incrociare in rete. Dal 2005, la Onlus ‘Informatici senza frontiere’, ha assunto il compito di informare la platea più giovane, creando una vera e propria presa di coscienza collettiva su questi problemi. Al festival che porta stesso titolo dell’organizzazione, giunto alla terza edizione nella cornice di Rovereto in Trentino, si è parlato non soltanto dei pericoli di una navigazione incontrollata nel web. Durante l’incontro ‘Ragazzi e tecnologia’ tenutosi presso l’aula magna di Palazzo Fedrigotti, due esperti hanno illustrato la realtà dei pericoli digitali: Marco Pasquato, coordinatore di ‘Informatici senza frontiere’ del Veneto, e Andrea Vianello, socio della Onlus si sono soffermati su alcuni tranelli più in uso nella rete. “Siamo nel bel mezzo della rivoluzione digitale- ha spiegato Pasquato- la tecnologia di per sé è neutrale, dipende l’uso che si fa di essa. Gli aspetti negativi, che sentiamo sui giornali e vediamo quotidianamente sui social, sono le cose che catturano maggiormente l’attenzione: insulti, leoni da tastiera che sparano su tutto e tutti, e bufale. Con la formazione nelle scuole possiamo ampliare la coscienza sul web per le prossime generazioni”. Per combattere il fenomeno del cyberbullismo ‘Informatici senza frontiere’, ha avviato un progetto con Generali Italia dal titolo ‘Bullyctionary’, una serie di incontri organizzati dalle Agenzie Generali Italia volti ad informare ed educare sui rischi del cyberbullismo genitori, ragazzi e docenti. “Fortunatamente, l’Italia ha una legge sul cyberbullismo, unica realtà in Europa. Il bullo, il cyber bullo in particolare, è molto bravo ad utilizzare queste tecnologie. Noi siamo in parte responsabili perché le nostre vite sono sotto una lente d’ingrandimento, sono visibili a tutti sui social. Bisogna capire cosa fare e non fare, nelle scuole si insegna un uso consapevole del web, un uso responsabile. I ragazzi hanno una naturalezza e facilità nell’utilizzo di sistemi digitali, ma manca il fattore critico, per questo motivo si possono verificare situazioni spiacevoli o gravi. La scuola è in ritardo su questi temi e spesso capita di sostituirci in ciò che dovrebbero fare i docenti e i dirigenti scolastici”, ha affermato Andrea Vianello. Durante l’incontro si è sottolineato in maniera incisiva che uno dei problemi maggiori a cui si deve far fronte oggi, soprattutto per quanto riguarda l’uso dei mezzi informatici da parte delle giovani generazioni, è la quasi totale mancanza di consapevolezza di quanto si stia facendo, dei pericoli e dei rischi che il navigare in rete comporta. È fondamentale che la famiglia e la scuola siano in grado di fornire ai ragazzi i giusti strumenti, formandoli ad avere mezzi Idonei per sapersi destreggiare nella giungla della ‘cyber-realtà’.  
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